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CUORGNE' - A diversi mesi dalla presentazione della petizione sottoscritta da 474 cittadini di Cuorgnè, con la quale è stato chiesto all'amministrazione comunale di intervenire sul tema della sicurezza attraverso il potenziamento e l'installazione di nuovi impianti di videosorveglianza sul territorio, con particolare attenzione alle frazioni, il gruppo Nuova Unione Progresso, che aveva presentato la richiesta per iniziativa del suo presidente Marco Vidano, risolleva la questione.

«E' una situazione che, a oggi, lascia senza risposte centinaia di cittadini che hanno scelto di manifestare in modo concreto la propria preoccupazione e la volontà di contribuire al miglioramento della sicurezza urbana - spiegano da Nuova Unione Progresso - la videosorveglianza rappresenta uno degli strumenti adottati da numerose amministrazioni per supportare il controllo del territorio, prevenire episodi di degrado e costituire un valido ausilio all'attività delle forze dell'ordine. Per questo motivo, i firmatari chiedono di conoscere quali siano gli orientamenti dell'Amministrazione e se esistano programmi concreti per dare seguito alle richieste formulate».

«Parallelamente, è stato rilevato come l'amministrazione sia intervenuta con tempestività per affrontare altre problematiche emerse recentemente sul territorio comunale - continuano dal sodalizio cuorgnatese - pur riconoscendo l'importanza di tali interventi e della corretta gestione del patrimonio pubblico, appare legittimo chiedere che anche il tema della sicurezza trovi spazio tra le priorità dell'azione amministrativa, soprattutto alla luce di una petizione sostenuta da ben 474 cittadini. La questione non riguarda esclusivamente l'installazione di telecamere, ma investe anche il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Una petizione con un numero così significativo di adesioni merita attenzione, un confronto trasparente e una risposta chiara». «Non chiediamo privilegi, ma semplicemente rispetto per i cittadini che hanno deciso di partecipare attivamente alla vita della comunità sottoscrivendo una proposta concreta - conclude Marco Vidano - dopo mesi di silenzio, riteniamo sia doveroso che l'amministrazione comunale renda note le proprie valutazioni e dica chiaramente se intenda o meno investire sul potenziamento della videosorveglianza, in particolare nelle frazioni, dove i residenti chiedono da tempo maggiori garanzie sul fronte della sicurezza».

Abbiamo girato la richiesta direttamente al sindaco Giovanna Cresto. «La raccolta firme recentemente promossa dell'associazione della frazione Salto porta all'attenzione dell'amministrazione richieste legittime e condivisibili - risponde il primo cittadino - la sicurezza della nostra comunità è una delle priorità assolute di questa amministrazione, e teniamo a rassicurare sul fatto che il nostro territorio non è sguarnito: esiste già una rete di videosorveglianza attiva, distribuita sul territorio. Tuttavia, l'installazione delle telecamere segue criteri tecnici e strategici ben precisi (come i varchi d'accesso, le aree sensibili e i punti a maggior densità di traffico), differenziando i dispositivi per funzioni (lettura targhe, telecamere di contesto, ecc)».

Il sindaco Cresto entra nel dettaglio della questione: «Per quanto l'idea di "riempire ogni angolo" di telecamere possa sembrare la soluzione più immediata, la realtà tecnica e gestionale ci impone alcune riflessioni. Il fattore umano e il monitoraggio: le telecamere non sono uno strumento magico; per essere efficaci, i filmati devono essere visionati, gestiti e analizzati da personale abilitato e dalle forze dell'ordine. Ed il personale disponibile purtroppo è sempre sotto organico. La prevenzione: la telecamera interviene spesso dopo che un reato è stato commesso. Purtroppo la presenza di telecamere funziona sempre meno come deterrente per i malintenzionati. La vera sicurezza si fa prevenendo l'evento segnalando passaggi sospetti, auto insolite o rumori anomali ai carabinieri e polizia locale, sempre disponibili e presenti nella nostra città. La mancanza di risorse: la quasi totalità degli investimenti fatti in questi 5 anni è stata realizzata grazie all'aggiudicazione di bandi e finanziamenti, per non gravare sulle risorse proprie dell'ente, aumentando tariffe e tributi».

«Ciò non significa che non verranno posizionate altre telecamere sul territorio - conclude - continueremo a partecipare a bandi per reperire le risorse necessarie per nuovi investimenti tecnologici e tenere aggiornate quelle esistenti. I dispositivi verranno collocati nei punti maggiormente strategici, che di volta in volta verranno concertati e concordati con le forze dell'ordine. Proprio come già accaduto recentemente quando, grazie a due diversi bandi, è stata realizzata un'ottima rete di videosorveglianza nel centro storico cittadino».