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CUORGNE' - La palestra della nuova scuola media Giovanni Cena di Cuorgnè resta, per ora, off-limits per le associazioni sportive della città e del territorio. La burocrazia mette i bastoni tra le ruote al suo utilizzo «extra scolastico». E' quanto emerso nel corso dell'ultimo consiglio comunale andato in scena in municipio lo scorso mercoledì 29 luglio 2026.

A chiedere lumi sulla gestione della struttura è stato dai banchi della minoranza il consigliere Danilo Armanni, che ha presentato un'interrogazione specifica sul tema: «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da associazioni sportive amatoriali locali in merito al fatto che il Comune di Cuorgnè non renderebbe disponibile la palestra della nuova scuola Media per le loro attività. Un diniego basato sul fatto che il bando di assegnazione del contributo Pnrr vincolerebbe l'utilizzo delle strutture, come destinazione d'uso, ad attività scolastiche. Tuttavia, ritengo che con la dicitura "destinazione d'uso" si intenda "destinazione catastale". Senza contare poi il peso della legge Berruto di recente pubblicazione. Quest'ultima, approvata, evento più unico che raro, all'unanimità dal parlamento, è stata emanata proprio per garantire l'utilizzo delle numerose strutture sportive realizzate con i fondi Pnrr. Allarga il perimetro e stabilisce che devono essere attribuite alle associazioni amatoriali. Una norma chiara per evitare, in questo modo, anche l'ostruzionismo spesso fatto dai presidi su questi locali».

I cavilli della legge, però, gravano come una spada di Damocle sulle casse del Comune, come evidenziato dalla risposta dell'assessore, Lara Calanni Pileri: «Il comune di Cuorgnè ha sottoscritto con il Ministero dell'Istruzione e del Merito un accordo relativo al finanziamento per la realizzazione della nuova scuola media, che prevede dei vincoli posti a carico dell'Ente comunale. Uno di questi prevede di: "mantenere la destinazione d'uso scolastico per gli edifici interessati dagli interventi e garantire la funzionalità degli stessi per un periodo minimo di 5 anni dalla liquidazione finale dei finanziamenti concessi. L'inosservanza di questa norma configura un inadempimento grave con la decadenza immediata del finanziamento e la revoca totale delle somme erogate con obbligo di restituzione di queste ultime". Questo significherebbe dover restituire 5milioni 790mila euro. Quindi, per tale motivo, considerato anche l'esperienza maturata in questi anni di amministrazione con i vari Ministeri, abbiamo ritenuto, allo stato attuale, "pericoloso" concedere direttamente l'utilizzo della palestra della scuola Cena per un uso non scolastico. Tutto questo consapevoli che, invece, avrebbe senso mettere a regime questa struttura e farla utilizzare dalle associazioni sportive locali».

L'amministrazione comunale si è mossa per sbloccare l'impasse: «Per operare in massima trasparenza e anche a tutela del patrimonio comunale, abbiamo già, tuttavia, inoltrato una formale richiesta di chiarimenti al Mim - conclude l'assessore Lara Calanni Pileri - L'obiettivo è sapere se ed eventualmente a quali condizioni e con quali modalità gestionali l'uso extrascolastico della palestra della nuova scuola sia ammissibile da parte di associazioni sportive dilettantistiche senza che ciò costituisca una violazione dell'accordo con il Ministero. Questo per non generare la revoca del contributo Pnrr. In attesa di queste risposte abbiamo optato per il comportamento più prudente per la stabilità economica dell'ente. Ci spiace perché è una struttura moderna, funzionale e sicura e perché siamo stati forse i primi in Italia a finire quest'opera con questo tipo di finanziamento. Attendiamo una risposta per poi prendere le decisioni corrette, anche se i tempi a volte sono veramente biblici».