CUORGNE' - Sono sempre di più le persone che quotidianamente leggono sui social i «Pensieri & Parole» pubblicati sulle pagine Facebook di Beppe Pezzetto, manager, già sindaco di Cuorgnè e scrittore. Si tratta di brevi riflessioni che spaziano dall'attualità alla politica, dall'innovazione alla vita del territorio. Una piccola rubrica spesso capace di stimolare confronti e dibattiti.
Come nasce «Pensieri & Parole»? «Mi sveglio sempre molto presto e la prima cosa che faccio è dare un'occhiata alla rassegna stampa. Poi passo anche dai social e, tra notizie locali, fatti internazionali e discussioni che mi capita di leggere, trovo spesso uno spunto che mi fa riflettere - ci spiega Beppe Pezzetto - Da lì nasce la voglia di condividere un pensiero».
Si aspettava di trovare così tanti lettori? «Assolutamente no. Ho iniziato a rendermene conto quando alcune persone, incontrandomi per strada, mi dicevano: "Continua a scrivere" oppure "Mi è piaciuta molto quella tua riflessione" - aggiunge l'ex primo cittadino di Cuorgnè - All'inizio nemmeno capivo a cosa si riferissero. Poi ho scoperto che tanti leggono questi miei "Pensieri & Parole", anche se solo una piccola parte lascia un commento. Gli argomenti sono molto diversi tra loro».
C'è un filo conduttore? «Non seguo uno schema preciso. Scrivo di quello che sento nell'aria e provo a sintetizzarlo offrendo il mio punto di vista. Può essere un fatto di cronaca, un tema di geopolitica, una novità tecnologica oppure qualcosa che riguarda il nostro territorio - sottolinea Beppe Pezzetto - Alcuni temi suscitano molto interesse, altri meno, ed è normale così. Di solito non intervengo nei commenti: preferisco che siano i lettori a confrontarsi tra loro. Non ho la pretesa di avere ragione, anzi, se nasce una discussione civile e rispettosa, tanto meglio».
Il suo stile è semplice, garbato e spesso ironico. È questa la chiave del successo? «Credo che l'ironia sia fondamentale, così come la capacità di mettersi in discussione. Io penso di essere abbastanza ironico... anche se mia moglie avrebbe probabilmente qualcosa da ridire su questa mia convinzione! Sui social vedo spesso toni troppo accesi e tanta aggressività. Nel mio piccolo cerco di affrontare gli argomenti con un po' più di leggerezza, senza rinunciare alla profondità. Quando il confronto è educato può diventare davvero costruttivo. Oggi i social sono una piazza dove le persone si incontrano, si confrontano e mandano segnali che vale la pena ascoltare».
Ha mai pensato di trasformare questa rubrica in qualcosa di più strutturato? «Direi di no. Credo che il suo valore stia proprio nella spontaneità. Scrivo quando sento di avere qualcosa da dire: a volte è una frase che mi ha colpito, altre una notizia o una riflessione - conclude il manager e scrittore cuorgnatese - Possono passare anche diversi giorni senza che pubblichi nulla e va bene così. Non voglio diventare l'oracolo di nessuno, né trasformare questa rubrica in un appuntamento fisso da rispettare a tutti i costi, tipo le previsioni meteo o l’oroscopo».













