Dopo le polemiche sui social per la chiusura della strada (pedonale) per l'Orco, il sindaco di Cuorgnè, Beppe Pezzetto, ha risposto in consiglio comunale alle sollecitazioni arrivate dalla rete nelle scorse settimane. «L'oggetto di cui stiamo parlando è l’accesso pubblico alle sponde dell’Orco attraverso il sentiero che conduceva all’allora ponte della Manifattura, comunemente chiamato “Punt ca biauta”. L’ultimo tracciato che accedeva al “punt ca biauta” di proprietà dell’allora Manifattura, e costruito proprio per consentire ai lavoratori un più facile accesso alla fabbrica, purtroppo distrutto dall’alluvione del 2000, da quanto siamo risaliti non era neppure più quello originario, ed insisteva comunque su proprietà private senza che terze parti nel tempo abbiano mai esercitato eventuali azioni di acquisizione ad uso pubblico».

Il cancello, però, è stato installato di recente: «Dal fallimento della Manifattura una Società privata che si occupa di produrre energia idroelettrica “pulita”, ha acquistato i diritti e le strutture per poter sfruttare quanto già esistente e richiesto alcuni anni fa di poter sviluppare sui propri terreni di pertinenza altre mini centrali idroelettriche. L’accesso a tale area (ancor prima che venissero realizzati i nuovi impianti) era delimitato e reso inaccessibile da una sbarra orizzontale, in quanto proprietà privata. Recentemente, completate le opere di costruzione delle mini centrali è stata altresì completata la recinzione di separazione tra le diverse aree private e sostituita la “sbarra” che si affacciava su un’area a piazzale/parcheggio con un cancello. Ribadisco che il percorso che si diparte dall’accesso è cieco e non conduce altrove».

Dal monitoraggio effettuato dalla proprietà, è tra le altre cose emerso, che diversi soggetti superavano comunque la sbarra e sostavano in luoghi potenzialmente pericolosi quali le paratoie e i canali di versamento delle acque che possono attivarsi automaticamente. «Il monitoraggio ha anche evidenziato come alcuni soggetti si recassero a pescare nelle strutture, realizzate con interventi appositi, richieste dagli enti preposti alla salvaguardia della pesca, nella scala di risalita dei pesci che stazionano nel bacino di compensazione, luogo nel quale la pesca è severamente vietata, proprio per facilitarne la risalita nel corso d’acqua e consentirne così la riproduzione. Allo stato attuale non sono quindi più presenti le condizioni funzionali per una viabilità pedonale che possa ricalcare il tracciato che era stato realizzato a suo tempo sulla proprietà della Manifattura».

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