Signori, si paga. Il commissario Stefano Ambrosini ha definitivamente messo la parola fine sulle trattative relative al maxi-debito dell'Asa. La partita si chiude a quota nove milioni di euro. Tanti, ovviamente, ma una percentuale ancora «ragionevole» a fronte di una base di partenza (complessiva) di 77. I Comuni soci dell'Asa dovranno quindi mettere mano al portafoglio: 112 euro per ogni abitante dell'alto Canavese, neonati compresi. Ovviamente la media è solo «ideale» perchè la ripartizione non avverrà sulla base della popolazione residente ma sulle quote di ogni singolo Comune nell'ex consorzio pubblico. Pagheranno quindi di più a Rivarolo Canavese, dato che il Comune, da solo, aveva il 22% delle quote dell'azienda di strada del Ghiaro.
 
«Dopo mesi di trattative siamo tutti sostanzialmente d’accordo sull’andare a transare – dice il sindaco di Rivarolo, Alberto Rostagno – anche perchè questa è un’opportunità per chiudere la partita che difficilmente potrà ripresentarsi. Ricorrere contro il lodo arbitrale sarebbe stato troppo rischioso». Se la Corte dei conti autorizzerà la dilazione dei pagamenti, i Comuni dell’alto Canavese si indebiteranno per i prossimi trent’anni. Ma sarà un canone mensile alla portata dei municipi che, in teoria, non dovrebbe generare ripercussioni sulle tasse locali. 
 
L’altra possibilità dei sindaci era quella di impugnare la sentenza del lodo Asa. In caso di esito positivo, però, i debiti non sarebbero stati cancellati ma l’intero procedimento sarebbe passato a un tribunale civile. Col rischio, soprattutto, di non ottenere più alcuno sconto. Con la trattativa, invece, lo sconto è notevole. Il lodo ha condannato i Comuni a pagare almeno 37 milioni di euro. 15, invece, quelli chiesti in prima battuta da Ambrosini. I sindaci hanno tentato la via del 4%, dando disponibilità a pagare 3-4 milioni. Alla fine, anche grazie alla mediazione della Regione, la partita si è chiusa a 9 milioni. Non resta che attendere il via libera alla rateizzazione.

Galleria fotografica

Articoli correlati