Il tracollo dell’Asa è ancora ben lontano dall’essere risolto, anche se con il tentativo da parte dei sindaci di trattare con il commissario Ambrosini qualcosa si stia cominciando finalmente a smuovere. Il gruppo di minoranza «Uniti per Rivara», guidato da Lorenzo Terrando, ha dimostrato fin da subito un fortissimo interesse e grande impegno nella ricerca di una soluzione. Dopo lo scontro durante il consiglio comunale del 13 febbraio la minoranza ha deciso di muoversi in una nuova direzione.
 
«Prossimi alla scadenza dei termini previsti per l'approvazione dei bilanci delle pubbliche amministrazioni e alla luce del debito ex Asa che incombe sulle nostre teste, il gruppo consiliare Uniti per Rivara ha interpellato il revisore dei conti in carico al nostro ente per avere direttive in proposito - fanno sapere i consiglieri di minoranza - sono giunte notizie per nulla rassicuranti per il futuro dei rivaresi».
 
Infatti le direttive al momento attuale son quelle di «vincolare tutto l'avanzo (di amministrazione) esistente e di non impegnarlo». Una scelta in realtà abbastanza condivisibile, in quanto sul Comune pesa l’ombra di un ingente debito da saldare ma che porta inevitabilmente a «nessun investimento sul territorio rivarese, nessuna opera per il paese». Come conferma il gruppo di minoranza, «nulla di nulla. Immobilismo puro, in un periodo economico già immobile di per sé. Che poi se per immobilismo si intende niente appalti per opere di dubbia utilità sarebbe ancora il meno peggio. Il problema è che probabilmente l'avanzo di amministrazione non sarà neppure sufficiente a ripianare il debito e i nostri concittadini dovranno mettere mano al portafogli per la parte mancante». (P.f.)

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