Asa è fallita ma nessuno sarà chiamato a ripianare il debito. La Corte d'Appello di Torino ha nuovamente sentenziato a favore dei Comuni dell'alto Canavese. Le amministrazioni del territorio, a suo tempo socie del decotto consorzio pubblico, non dovranno pagare nemmeno un euro. La sentenza è stata pubblicata questa mattina. I magistrati Antonio Rapelli, Maria Dolores Grillo e Paola Ferrari Bravo hanno pronunciato una sentenza definitiva che, di fatto, dà ragione ai sindaci dell'alto Canavese e, in particolare, a quelli dei piccoli Comuni che due anni fa, di fronte alla possibilità di transare per chiudere la partita, hanno preferito resistere in giudizio.

La Corte d'Appello, infatti, ha confermato la nullità del Lodo Asa: in prima battuta i Comuni che facevano parte del consorzio erano stati condannati a ripianare gran parte delle perdite per un ammontare complessivo di circa 37 milioni di euro. L'anno scorso, una prima sentenza favorevole ai sindaci della Corte d'Appello di Torino aveva sgravato le amministrazioni per gran parte del debito. In ballo erano rimasti circa 9 milioni di euro relativi alle perdite del biennio 2008-2010. La nuova sentenza ha dato ragione ai Comuni perchè Asa, in quel biennio, non ha nemmeno depositato correttamente i bilanci e quindi, anche con i pareri tecnici dei consulenti, non sarebbe possibile arrivare a determinare alcuna cifra a carico dei Comuni.

«I bilanci di ASA del 2009 e 2010 non sono stati depositati - spiegano i giudici - a nulla rileva che i bilanci non siano stati contestati in quanto le risultanze non sono idonee a dimostrare i costi sociali, essendo inattendibili. Non è stato possibile determinare quale fosse il “danno derivante da costi sociali”, non avendo Asa fornito elementi di prova idonei a dimostrare ciò in quanto ASA non ha prodotto le scritture contabili, per cui le controparti non avrebbero potuto contestarle».

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