Si chiama "L6" come il numero delle proposte di trasparenza e legalità promosse da Libera per governare, nei prossimi cinque anni, la città di Rivarolo. Non una città qualsiasi, dopo lo scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose. Non a caso, la "piattaforma L6" per Rivarolo è la prima in Italia che viene presentata in un Comune commissariato per mafia.

«Alcuni punti soni specifici per Rivarolo - dicono per Libera, Tiziana Perelli e Andrea Contratto - altri, invece, sono generici e riguardano tutte le piattaforme di questo tipo. La prima fase con i candidati è stata costruttiva, stiamo cercando di aprire un dialogo perché abbiamo intenzione di interagire. L'obiettivo è riavvicinare la cittadinanza alla politica». I responsabili del presidio Libera di Cuorgnè «Luigi Ioculano», infatti, hanno già sottoposto ai cinque candidati a sindaco di Rivarolo la piattaforma L6. Starà a loro, il prossimo 12 maggio nel corso di una serata pubblica al Vallesusa, motivare la loro adesione (o non adesione) al piano.

Le proposte, come detto, riguardano legalità e trasparenza. Ma anche l'impegno a non candidare amministratori di maggioranza "sciolti per mafia" (presenti, invece, in due liste), formazione per i consiglieri e gli assessori, massima attenzione sui lavori pubblici, consigli comunali in diretta streaming e possibilità di aggiudicare i bandi non solo alle aziende che "offrono meno". «La piattaforma L6 è uno strumento per porre questioni alla politica - dicono da Libera - e per dare modo alla cittadinanza di seguire l'operato della amministrazione».

Tutto il testo proposto ai cinque candidati di Rivarolo è disponibile CLICCANDO QUI

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