Tutto come da pronostico. Martino Zucco Chinà (lista Riparolium) rigetta in pieno il protocollo "L6" sulla trasparenza e la legalità, proposto ai cinque candidati a sindaco di Rivarolo da Libera, l'associazione di don Ciotti contro le mafie. Un "no" senza se e senza ma, annunciato nel corso del dibattito organizzato proprio da Libera nel salone comunale di via Montenero.
 
Serata riuscita. Circa 250 persone tra il pubblico, compresi molti candidati consigliere. Il "no" incondizionato di Zucco Chinà era atteso già da qualche giorno. Non solo ad alcuni punti ritenuti già in partenza non condivisibili (come l'impegno a non candidare esponenti dell'amministrazione sciolta per presunte infiltrazioni mafiose). «Non possiamo delegare degli impegni precisi a un'associazione piuttosto che a un'altra - ha detto, più volte, Zucco Chinà - ne va della credibilità dell'istituzione che vogliamo rappresentare».
 
Il protocollo L6, invece, è stato firmato in toto da Alberto Rostagno (Rivarolo Rinasce) e Marina Vittone (Rivarolo Sostenibile) che sono sembrati i più aderenti alle proposte di Libera. Favorevole anche Alessandro Chiapetto del Movimento 5 Stelle che, però, ha saggiamente chiesto alcune "aggiunte" dove il protocollo è sembrato fin troppo rigido (come sull'impegno della prossima amministrazione a non assegnare i lavori pubblici con i bandi al massimo ribasso. Circostanza, però, prevista dall'attuale legge). Un po' a sorpresa, ha firmato gran parte del protocollo anche Renato Navone (Rivarolo e Frazioni) che ha negato l'adesione solo ad alcuni punti (come quello sul gioco d'azzardo).
 
I promotori di Libera possono dirsi soddisfatti. Buona la risposta dei rivarolesi, così come quella dei candidati a sindaco. Ognuno ha tenuto fede alle premesse. Qui sotto il video con le motivazioni dei cinque candidati.

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