IVREA - L’Ufficio decentrato di pubblica tutela a Ivrea è stato inaugurato a giugno dello scorso anno e ha ottenuto un riscontro fortemente positivo: ma a fine anno la Città metropolitana rischia di non avere più le risorse per continuare a farlo funzionare.

L’Ufficio di pubblica tutela, attività che la Città metropolitana esercita su delega della Regione Piemonte, aiuta privati, enti pubblici, professionisti a orientarsi nelle procedure per aprire e gestire misure di protezione giuridica (tutela e amministrazione di sostegno).Aiuta cioè a districarsi fra i provvedimenti che servono a dare sostegno alle persone fragili che non riescono più a gestire in piena autonomia i propri interessi e bisogni. In molti casi la tutela o l’amministrazione è presa in carico da familiari, ma talvolta è necessario l’intervento di figure esterne: in ogni caso occorre interfacciarsi con il Tribunale. 

La nascita dell’Ufficio decentrato di pubblica tutela presso il Tribunale di Ivrea - che si aggiunge a quelli già attivi a Torino presso la sede della Città metropolitana, il Tribunale di Torino e il Palazzo di Giustizia minorile - costituisce dunque un servizio di prossimità e infatti è stato accolto con favore, tanto più in un periodo in cui il Covid-19 ha messo ancor più in crisi le persone non autonome e i lockdown hanno reso difficili gli spostamenti: nei sei mesi di attività nel 2020 ha accolto 234 persone, e nei soli primi 5 mesi del 2021 oltre 350, con un trend in notevole crescita.

«Lo sportello a Ivrea - ricorda il vicesindaco Marocco - è stato aperto grazie alle risorse di un progetto europeo SociaLab di cui la Città metropolitana è capofila all’interno del Piter Graies, che mira a incentivare i servizi di prossimità. Ma con dicembre 2021 il progetto termina, e non avremo le risorse, né di personale né economiche, per continuare l’attività».

Per questa ragione il vicesindaco Marocco ha scritto all’assessore regionale alle politiche sociali Chiara Caucino per chiedere un incontro: «Ci pare fondamentale un urgente confronto” scrive Marocco “ perché tale servizio possa essere consolidato. Vorremmo, infatti, condividere delle soluzioni che permettano di attuare la delega regionale alla luce delle risorse già definite dalla Regione Piemonte, ma non ancora messe a disposizione della Città metropolitana di Torino».

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