Una buona notizia per i 77 dipendenti Manital impiegati in attività presso le sedi INPS piemontesi. La Direzione regionale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale del Piemonte ha comunicato all’assessorato regionale al Lavoro di aver diffidato la società Manitalidea «a procedere al pagamento delle retribuzioni arretrate ai propri dipendenti, entro quindici giorni e che, in mancanza, la stessa avrebbe proceduto a pagare direttamente ai lavoratori le retribuzioni non corrisposte, detraendo il relativo importo dalle somme dovute alla suddetta Società».

Si tratta di un risultato che conferma la percorribilità  della richiesta, avanzata dall’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, a tutti gli enti locali piemontesi con contratti in essere con Manital, di procedere al pagamento per surroga (ovvero direttamente ai dipendenti, senza passare dall’azienda) degli stipendi arretrati.

«Ringrazio il direttore regionale dell’INPS Piemonte, Giuseppe Baldino - spiega l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino - , per la sensibilità e la tenacia dimostrata in questa vicenda, individuando la soluzione per superare gli ostacoli burocratici che bloccavano il pagamento per surroga. Questo risultato rappresenta anche la dimostrazione di come il dialogo e la collaborazione tra Enti pubblici possa produrre risultati concreti, tangibili, a favore della collettività e, nel caso specifico, a favore di parte dei lavoratori Manital costretti per troppo tempo a dover convivere con la drammatica situazione del mancato pagamento dello stipendio».

Dopo la richiesta del pagamento per surroga e le ripetute sollecitazioni ai Ministeri a pagare i loro debiti con l’azienda eporediese (circa 17 milioni di euro), l’azione della Regione, non si esaurisce qui: «Stiamo continuando a seguire la vicenda Manital con estrema attenzione e puntualità - assicura Chiorino - e, proprio per questo, stiamo contattando la nuova proprietà per organizzare un incontro finalizzato a verificare le loro intenzioni, sempre nell’ottica di tutelare chi investe, ma soprattutto i lavoratori».

Galleria fotografica

Articoli correlati