«Una due giorni di fratellanza, cameratismo, formazione militante e tanta goliardia». Il campo «nazional-rivoluzionario» di Ivrea promosso lo scorso weekend dal gruppo di destra Rebel-Firm (lo stesso che ha preso posizione con uno striscione a Castellamonte sulla vicenda della maestra di Rivarossa), accende la politica locale. Ed è l'ultimo di una serie di episodi sui quali anche il presidente del consiglio comunale, Elisabetta Ballurio, ha invitato a riflettere: come l'atto vandalico a uno dei simboli della Resistenza di Ivrea.
 
Nel campo, che è andato in scena lo scorso 12 e 13 agosto, sono stati annunciati stage di combattimento, preparazione fisica, dibattiti e conferenze, attività comunitarie, canti tradizionali, pernottamento in tenda, pasti comunitari e ranci camerateschi. Non molte, per la verità, le persone che hanno partecipato all'iniziativa. Sufficienti, però, a sollecitare una serie di reazioni con probabile esposto in procura per apologia del fascismo.
 
«Ad Ivrea alcuni nostalgici hanno annunciato una due giorni di fratellanza, cameratismo, formazione militante e tanta goliardia, con stage di combattimento, dibattiti (come si conciliano?), campi nazional rivoluzionari, eccetera - dice Mario Beiletti dell'Anpi - nel loro sito pubblicizzano allenamenti di pugilato, e inneggiano alla X Mas, quella stessa che impiccò Ferruccio Nazionale nella piazza del Municipio, dopo averlo orrendamente torturato.
 
Essi denunciano di sentirsi “soffocati” dall’antifascismo. Possiamo anche capire (non giustificare), ma se una legge dello Stato (nella Costituzione) prevede il reato di apologia del fascismo, se ne devono fare una ragione. La Storia li ha giudicati e condannati. Né vale la solita equazione stantia: chi non è fascista è per forza comunista. Ci dispiace: l’Anpi e tutti i Cittadini sono contro ogni totalitarismo e poiché in Italia abbiamo sofferto solo il fascismo, siamo antifascisti».

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