CANAVESE - Il Canavese, pur essendo un territorio non provinciale, è da sempre attraversato da importanti dinamiche economiche. Un territorio che cambia, si trasforma e si ridefinisce, rendendo sempre più necessario dotarsi di strumenti capaci di leggerne l’evoluzione. In questo contesto, da diversi anni Confindustria Canavese e la Camera di commercio di Torino collaborano alla costruzione di uno specifico Osservatorio dedicato all’economia del territorio.
La fotografia che emerge dall’analisi dei dati di quest'anno, presentati l'altro giorno a Ivrea, restituisce l’immagine di un sistema economico in contrazione, ma nel complesso capace di mantenere una certa tenuta. Un quadro che, se confrontato con gli anni precedenti, evidenzia il passaggio da una fase di ripresa più dinamica a un contesto di rallentamento. Si tratta di una fase in cui prevalgono prudenza e maggiore cautela. Un equilibrio delicato, che si inserisce in uno scenario particolarmente incerto, segnato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dai conseguenti rialzi dei costi energetici, oltre che da un generale aumento dei prezzi di beni e servizi.
«L’Osservatorio rappresenta ormai un punto di riferimento fondamentale per comprendere l’evoluzione del nostro territorio - commenta Paolo Conta, Presidente di Confindustria Canavese - in un contesto complesso e in continuo cambiamento poter disporre di dati puntuali e condivisi è fondamentale per comprendere le dinamiche in atto e per orientare in modo consapevole le scelte di imprese e istituzioni. Il lavoro realizzato insieme alla Camera di commercio di Torino conferma l’importanza della collaborazione per restituire una visione chiara, condivisa e consapevole del sistema economico canavesano e delle sue prospettive di sviluppo».
Come sottolineato da Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino: «Con oltre 32mila sedi di impresa, il Canavese rappresenta il 14,6% del tessuto imprenditoriale torinese e come avviene nel resto del territorio provinciale sconta una progressiva contrazione del numero di attività. Il commercio resta il primo settore per consistenza, ma è l’industria ad occupare oltre un terzo degli addetti. Come Camera di commercio di Torino è per noi importante fornire annualmente ad amministratori e operatori locali dati aggiornati sui singoli territori, evidenziando andamenti e specificità, per consentire la programmazione di attività mirate».
I DATI
Il bacino oggetto di questa analisi, realizzata ormai con cadenza annuale, è composto dai 158 comuni di riferimento di Confindustria Canavese, territorio che corrisponde a una definizione estensiva del Canavese e riconducibile a cinque delle 11 Zone Omogenee della Città metropolitana di Torino (54 comuni dell’Eporediese, 46 del Canavese occidentale, 37 appartenenti al Ciriacese, 18 al Chivassese, 3 all’Area Metropolitana Nord). A fine 2025, la struttura del sistema imprenditoriale del territorio canavesano si compone complessivamente di 40.644 localizzazioni d’impresa. Oltre alle 32.294 sedi, si contano 8.350 unità locali, che rappresentano rispettivamente il 14,6% e il 15,4% della CMTO. Questo tessuto imprenditoriale impiega quasi 121mila addetti, il cui peso percentuale è analogo a quello imprenditoriale.
Nel 2025 lo stock di sedi di imprese registrate ha subito un ulteriore lieve calo del -0,4% rispetto al 2024, (rispetto al +0,4% di CMTO), con un saldo pari a -116 sedi d’impresa registrate. In dieci anni (var% 2025/2016) lo stock si è ridotto del -5,8% (-2.000 unità), rispetto al -1,7% torinese. Anche nel I trimestre 2026, lo stock di imprese registrate (pari a 32.134 unità) registra un ulteriore calo del -0,5%. È il valore più basso dell’ultimo decennio.
Nel 2025 le nuove iscrizioni sono state 1.697, in lieve crescita rispetto al 2024, mentre le cessazioni, in calo, sono state 1.765. Si tratta rispettivamente del 13,4% e del 15,6% dei flussi registrati nella CMTO. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni (-68 unità) è fra i più contenuti dell’ultimo decennio, a seguito di una ripresa delle iscrizioni e, soprattutto, di un calo delle cessazioni. In linea con il dato provinciale, il tasso di crescita del canavese, dopo la flessione del 2024, migliora e torna al livello del 2023 (-0,21%). Il tasso di crescita è dato da un tasso di natalità pari al 5,24% (rispetto al 5,73% provinciale) e da un tasso di mortalità del 5,45% (5,13% nella CMTO).
Da rilevare un significativo cambiamento di carattere dimensionale. Il peso delle microimprese sul territorio canavesano, che è di poco superiore all’89%, è calato di due punti percentuali a confronto con dieci anni prima; contestualmente si è rafforzata sia la quota di piccole imprese (il 6,5%) sia quella delle medio-grandi (il 4,3%). A livello strutturale, questi cambiamenti si riflettono nella crescita delle società di capitale, che rappresentano il 16% delle sedi d’impresa e circa il 61% e il 62% delle unità locali e degli addetti del territorio, e nel contestuale calo delle altre forme giuridiche.
L’analisi per settori conferma la centralità del commercio sia per presenza di sedi, sia di unità locali sul territorio, seguito dai servizi alle imprese e dalle costruzioni (per sedi d’impresa); l’industria manifatturiera, pur con un peso più contenuto in termini di localizzazioni d’impresa, impiega un terzo degli addetti complessivi. In termini di variazione percentuale nel 2025 si registra un calo delle sedi d’impresa nei settori tradizionali (agricoltura, costruzioni, industria, commercio). Al contrario, si rileva una crescita in tutti gli altri settori di attività, pur con una dinamica differente in termini di unità locali. Nelle attività immobiliari, in quelle professionali e scientifiche, nei servizi di alloggio e ristorazione e in quelli di supporto alle imprese (incluso il noleggio), si ha una crescita sia delle sedi sia delle unità locali.
L’industria manifatturiera rappresenta quasi l’11% delle imprese (sedi). Per la metà circa sono operanti in 3 comparti: metallurgia (il 31,6%), industria del legno e mobili (il 9,5%) e riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature (il 9,3%). In termini di variazione percentuale di consistenza rispetto al 2024, la dinamica negativa del settore (-1,7%) ha riguardato pressoché la totalità dei comparti.
Nei servizi alle imprese opera il 19,4% delle imprese. Al loro interno prevalgono le attività immobiliari (il 25,4%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (il 21% circa) e le altre attività a supporto delle imprese (il 17,7%). Il settore ha una dinamica positiva (+1,5%), cui contribuiscono tutti i segmenti fuorché trasporto (-3,7%), magazzinaggio (-1,3%) e noleggio, agenzie viaggi, ecc. (-0,6%).
In Canavese, il 23,7% delle imprese sono femminili, il 9,1% giovanili e l’8,9% è condotto da persone nate all’estero. Soltanto queste ultime hanno registrato, analogamente alla dinamica della CMTO, una crescita nel 2025 (pari al +3,21%), mentre sia le imprese giovanili, sia le femminili sono calate.
Una componente significativa è data anche dall’insieme dell’artigianato, che conta 10.654 sedi d’impresa e rappresenta un terzo delle imprese con sede nel Canavese e oltre il 18% delle imprese artigiane della Città Metropolitana di Torino. In analogia alla dinamica della CMTO, il tasso di crescita continua ad essere negativo (-0,81%), a fronte di un tasso di natalità (5,94%) inferiore a quello di mortalità (6,75%).












