IVREA - «Le recenti dichiarazioni emerse in Consiglio regionale sul futuro della dialisi di Ivrea lasciano sbigottiti e riaprono una ferita che come Nursind seguiamo e denunciamo ormai da anni. Dopo aver costretto pazienti e personale a trasferirsi a Castellamonte con la promessa di un imminente intervento di riqualificazione del blocco originario oggi ci sentiamo dire che l'intero progetto è da rivedere e che bisogna verificare la sussistenza di presunte "duplicazioni di servizi". C'è grande rabbia e frustrazione». Così Giuseppe Summa, segretario Nursind Torino, e Antonio De Feo, dirigente Nursind Asl To4.
«Non si può prendere in giro un intero territorio sradicando i pazienti e spostando i lavoratori, motivando la decisione, peraltro condivisa, di effettuare lavori di riqualificazione attraverso lo stanziamento di risorse che più volte ci è stato detto esserci per poi affermare oggi che il motivo è un altro. Rimane il dubbio che dietro a tutto questo ci sia semplicemente la mancanza delle risorse necessarie».
«Ma di quale duplicazione stiamo parlando? Vogliamo chiarezza sulla situazione reale. Tra l'altro a Ivrea sono rimasti solo quattro posti letto per acuti ricavati all'interno del reparto di medicina, in una stanza piccola e con spazi estremamente ristretti e sacrificati. Quella sistemazione era nata ed era stata presentata esclusivamente come una soluzione temporanea, che non può assolutamente diventare definitiva o protrarsi all'infinito. Nel frattempo, gli ambulatori continuano a operare nella vecchia struttura, e non si può pensare di giustificare questo stallo o di rimandare tutto all'ospedale nuovo. Chiediamo risposte chiare, trasparenti e urgenti all'Assessore alla Sanità Federico Riboldi e al Direttore Generale dell'Asl To4 Luigi Vercellino. Il Nursind non intende fermarsi: la difesa della dialisi di Ivrea andrà avanti con ogni mezzo e forma di protesta necessaria».













