IVREA - Il 6 febbraio scorso, in Consiglio regionale, il consigliere Alberto Avetta del Pd aveva chiesto all’assessore alla sanità Riboldi a che punto fosse il progetto di adeguamento del reparto dialisi dell’ospedale di Ivrea. Mesi dopo siamo allo stesso punto di partenza. Anzi, in realtà, la situazione sembra essere decisamente peggiorata. I lavori non sono mai iniziati, i pazienti sono stati costretti a traslocare a Castellamonte e i soldi non ci sono.
«Allora non venne data alcuna tempistica certa ma solo la promessa di essere “solerti nel valutare l’assegnazione dei fondi”, ovvero i 3,6 milioni di euro di finanziamento - dice Avetta - oggi, con una nuova Interrogazione, ho rifatto la stessa domanda: quando sarà restituita la piena operatività al reparto “dialisi” presso l’ospedale di Ivrea? E questa volta la risposta è stata più netta».
Non solo non vi è nessuna data certa per l’inizio dei lavori ma la Giunta regionale ha comunicato che è in corso un «accertamento tecnico da parte dell’Asl To4 volto a definire la soluzione progettuale più efficace per la rete dialitica, valorizzando al massimo l’integrazione funzionale tra i presidi di Ivrea, Castellamonte e Caluso", ciò al fine di evitare interventi duplicativi o investimenti non pienamente giustificati. Questa risposta ci trasmette la spiacevole sensazione di essere stati presi in giro».
Per Avetta il dubbio sulla reale volontà di riaprire il reparto dialisi a Ivrea diventa sempre più concreto: «Altrimenti come dovrebbero essere interpretati i riferimenti ai rischi di duplicati e di investimenti non giustificati? I pazienti dializzati e le loro famiglie, che devono recarsi a Castellamonte per il trattamento e il personale medico ed infermieristico assegnato a quel presidio, con tutto il disagio che ciò comporta, meritano che l’assessore Riboldi faccia rapidamente chiarezza sul futuro della dialisi di Ivrea».













