Nel Consiglio Comunale del 30 luglio è stata discussa la mozione, presentata dal consigliere Francesco Comotto (ViviamoIvrea), per «Dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ambientale» anche nella Città di Ivrea, dopo che più di 500 Consigli Comunali a livello mondiale (tra i quali le città di San Francisco, Melbourne, Basilea e Milano) già lo hanno sottoscritto.

«Per la maggioranza consiliare si è espressa la consigliera Anna Bono (Lega Salvini) sostenendo la non scientificità di quanto affermato nella mozione: in particolare, stando al suo intervento, non esisterebbe nesso provato fra attività umane e riscaldmento globale - fanno sapere da Viviamo Ivrea - vaghi i suoi riferimenti in materia, limitandosi a citare interviste, peraltro controverse, seppur a personalità del rango dei professori Rubbia e Zichichi».

«In realtà – ha spiegato invece Comotto - non esistono ormai pubblicazioni scientifiche internazionali che non riconoscano all’uomo un ruolo più che decisivo nel determinare gli effetti disastrosi e globali cui stiamo solo iniziando ad assistere. Le previsioni di ormai 40 anni fa, si stanno realizzando con una precisione che stupisce gli stessi esperti, quando all’epoca ancora non esistevano fenomeni apprezzabili». Come gruppo di Viviamo Ivrea riteniamo che sia assolutamente improrogabile il passare all’azione, ben consci che il cambiamento in atto sarà ormai comunque inarrestabile nei prossimi decenni. Si tratta di comprendere l’importanza delle scelte, a qualsiasi livello, che possano far maturare una sempre maggiore consapevolezza delle tragedie cui ci stiamo approssimando. Più che l’entità delle decisioni, sarà decisiva la
progettualità a lungo termine. Il coraggio verrà di conseguenza.

«D’altra parte, da ormai sei anni andiamo denunciando la preoccupante carenza di linee politiche e partecipative nella precedente come attuale amministrazione. Sembra che neppure l’urgenza delle conseguenze che pagheremo sulla nostra pelle possa far assumere alla politica (ovvero ai politici) quel ruolo di ricerca del bene comune, o del semplice buon senso, attualmente offuscato da logiche ben più miopi ed egoistiche. Soprattutto, emerge ancoira una volta, nonostante siano cambiati i “colori” al Governo della città, come una qualunque proposta che giunge dai banchi della minoranza, debba essere rigettata a priori, anche quando è sostenuta da tesi inconfutabili e quando si sposa con il più assoluto buonsenso. Senza voler personalizzare, ma mentre Bono degli U2 si è sempre impegnato rispetto alle tematiche anti-inquinamento e del riscaldamento globale, la nostra Bono si sta distinguendo per una sensibilità ben diversa. C’è Bono e Bono...».

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