L'altra sera ad Ivrea primo incontro pubblico del comitato «Stop 5G», nato dopo che la Telecom ha annunciato l'installazione di un'antenna di ultima generazione sulla torre del municipio. Buona la partecipazione di cittadini che hanno preso parte alla prima assemblea informativa. «I dubbi e le perplessità che nutriamo sulla dannosità dell’inquinamento elettromagnetico e del 5G sono stati confermati dagli interventi dei relatori - spiegano i promotori del comitato - grazie a tutti ma soprattutto ad Aldo Curatella, consigliere comunale di Torino, che ha sfidato la nebbia pur di partecipare all’incontro e ci ha confermato, tra gli altri, un dato allarmante: l’Arpa attualmente non ha gli strumenti per misurare la dannosità del 5G e si affida ai dati trasmessi dai gestori; come chiedere all’oste se il vino è buono».
 
Il comitato auspica che anche ad Ivrea venga emanata un’ordinanza «Stop5G», così come successo in decine di Comuni in Italia e in Europa che hanno bloccato la sperimentazione di questa nuova tecnologia per le comunicazioni veloci. «Fino a che non saremo assolutamente certi dell’innocuità dell’elettrosmog promuoveremo azioni sociali e politiche finalizzate all'esclusiva protezione della salute pubblica e della biodiversità seriamente minacciate, rivendicando il principio di prevenzione e di precauzione». 
 
Tra le strategia per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi dell’inquinamento elettromagnetico il comitato si è dato appuntamento al consiglio comunale del prossimo 22 gennaio durante il quale verrà discussa una mozione sul tema. Una mobilitazione pubblica è già in calendario sabato 25 gennaio in piazza di Città.

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