«Aiuto, stiamo perdendo l'ospedale». Il comitato «Nuovo Ospedale di Ivrea e del Canavese», composto da numerosi privati cittadini della zona, lancia l'allarme sulle sorti del nosocomio eporediese. «La politica piemontese ha annunciato che nascerà il Nuovo Ospedale del Canavese. Intanto, l’Asl To4 sta mettendo in disarmo la struttura di Ivrea», denuncia il comitato che si è costituito spontaneamente lo scorso mese di giugno.
  
«Ultimamente apprendiamo a più riprese dai media – ci dice Walter Antonietti, Presidente del Comitato – che la Regione ha un piano per il nuovo Ospedale del Canavese: è noto che opere di questo tipo hanno tempi di gestazione piuttosto lunghi. Ma, ci chiediamo, nel frattempo cosa nesarà dell’Ospedale cittadino e delle strutture di Castellamonte e Cuorgnè. Anche perché riteniamo giusto che la popolazione sia sensibilizzata su un tema così import antee caro a tutti e ci possa sostenere. Intanto è un dato di fatto che rispetto ad una decina di anni fa l’Ospedale di Ivrea abbia subito una robusta cura dimagrante».
 
Il comitato sottolinea che pur condividendo l’idea di un nuovo Ospedale in divenire, è importante ripristinare le professionalità di un tempo del nosocomio esistente e aggiornarne le tecnologie, affinché la nuova struttura non venga in futuro a ritrovarsi scarna sotto il profilo dei contenuti, sia professionale, sia tecnologico. «I numeri parlano chiaro - precisa Antonietti – e confrontando la consistenza numerica 2010/2019 dei medici specialisti a riporto dei Primari nei reparti salvavita e ad alto flusso di pazienti emerge la decadenza della struttura eporediese: Cardiologia, passata da 10 (già allora sottodimensionati) a 8 (3 storici + 5 di recentissimo inserimento), Pediatria, da 9 a 3 più i cosiddetti gettonisti (medici esterni, remunerati appunto “a gettoni”), per non parlare del Pronto Soccorso, passato da 14 a 3 anche in questo caso affiancati da gettonisti».
 
Completamente e oggettivamente migliori le situazioni degli altri presidi della ASL TO4 (Ospedali di Chivasso e Ciriè), con bacini di utenza assolutamente comparabili ad Ivrea: «Sono carenti: ad esempio, nonostante annunciata da tempo, continua a mancare un’apparecchiatura per la Risonanza Magnetica, oggi essenziale e indispensabile strumento diagnostico. Da molti anni, poi, in Cardiologia sarebbe da sostituire per vetustà l’apparecchiatura impiegata per le prove da sforzo; e se è presente una sala di emodinamica, sono purtroppo assenti emodinamisti e elettrofisiologi stanziali».
 
Il Comitato intende continuare con il cammino intrapreso e come da Statuto, confrontarsi in termini propositivi, collaborativi e costruttivi con le direzioni dell'Asl e della struttura ospedaliera di Ivrea, la politica e le amministrazioni locali, e più in generale con altri interlocutori e stakeholder. Un primo incontro si è già svolto con la Senatrice eporediese Virginia Tiraboschi.

Galleria fotografica

Articoli correlati