IVREA - Elisabetta Opasich e Cinzia De Nigro sono state le prime due Insegnanti per la Gentilezza ad essere riconosciute ad Ivrea e nel Piemonte, ora sono 90 in tutta Italia. Si occupano di fare gentilezza verso la scuola e la comunità locale. Insegnano nella cittadina eporediese alla scuola primaria Olivetti e quotidianamente si impegnano per preparare i propri alunni alla gentilezza. In che modo? “sussurrando e non urlando. Maneggiando con cura le parole ed i gesti” è la risposta delle due insegnanti. Tra le iniziative sulla gentilezza proposte agli alunni: la partecipazione alla Giornata della Gentilezza ed un laboratorio sulla gentilezza ed il senso civico durante il quale i bambini hanno paragonato gli Assessori alla Gentilezza ad un supereroe che con dei super poteri si occupa del benessere della propria Comunità. Ha fatto seguito la richiesta al proprio Sindaco di nominare l’Assessore alla Gentilezza e lo svolgimento in aula di un gioco della gentilezza insieme al primo cittadino Eporediese Stefano Sertoli, agli Assessori comunali Giorgia Povolo e e Giuliano Balzola, quello Regionale ai bambini Chiara Caucino, in cui sono stati gli stessi adulti a spiegare ai bambini il significato di alcuni valori riconducibili alla gentilezza (attenzione, sincerità,collaborazione..).
 
Cosa significa insegnare la gentilezza? Le due insegnanti hanno provato a spiegarlo. Cinzia De Nigro:”Significa educare i bambini a fare attenzione a trattare i propri compagni come fossero loro stessi ed avere rispetto dei propri insegnanti. Trasmettere la forza del sorriso, della stretta di mano e dell'abbraccio."  Elisabetta Opasich: “Per insegnare la Gentilezza bisogna prima essere Gentili. In questo modo possiamo diffonderla quotidianamente cominciando dal nostro esempio, dal primo sorriso del mattino appena ci si incontra sulla porta dell'aula.”
 
Cosa hanno consigliato di fare le due Insegnanti per la Gentilezza ai propri alunni in questi giorni in cui i bambini dovranno stare a casa (per prevenire la diffusione del coronavirus)? Cinzia  de Nigro “abbiamo assegnato dei compiti e delle letture, ma al di là di questo, abbiamo consigliato di prendere un po' di tempo per se stessi, per fare le cose che più piacciono..un momento per giocare, dormire un po' di più e magari stare insieme all'amico del cuore, perché no?....questo è un tempo che ci viene regalato...i bambini non devono pensare ai risvolti negativi della situazione, queste sono cose da grandi....loro devono fare i piccoli....”
 
Il diario della Gentilezza. Elisabetta Opasich:“Sarebbe carino che oltre ai nostri alunni tutti i bambini in questi giorni si costruissero un diario della gentilezza. In questo diario dovranno scrivere tutti i loro sentimenti quotidiani verso i compagni. Parole gentili e sentite col cuore. Coi nostri alunni, una volta rientrati andremo a leggerlo insieme in classe. Questo per far capire loro che c'è tra di noi una linea sottile che ci unisce sempre anche quando siamo lontani. Una sorta di autoaiuto costante, un rifugio sicuro su cui poter contare sempre. Anche noi maestre lo  faremo”.

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