«Ivrea città industriale del XX Secolo» candidata a diventare patrimonio mondiale dell'Unesco. Adesso è tutto vero. Via libera alla candidatura della città "capitale" dell'area del Canavese che potrebbe aggiungersi, nella lista Unesco, ad altri due beni già tutelati: il castello ducale di Agliè (che fa parte delle residenze sabaude) e Belmonte (che fa parte dei Sacri Monti). La domanda ufficiale sarà pronta entro febbraio 2016.
 
È nel 2008, su iniziativa del Comune di Ivrea e della Fondazione Adriano Olivetti, che nasce l’idea di proporre la candidatura di “Ivrea Città Industriale del XX secolo” a Patrimonio Mondiale dell’ Unesco. Da quel momento in poi ha preso vita il progetto che ha visto una tappa importante nel maggio 2012 con l’ iscrizione della proposta nella lista propositiva nazionale (Tentative List) Unesco. Da allora il Comune di Ivrea, il Ministero dei Beni e delle attività culturali e turistiche, insieme con la Fondazione Adriano Olivetti, la Fondazione Guelpa e con l’attiva partecipazione della Regione Piemonte e della Provincia di Torino, stanno lavorando alla predisposizione del dossier di candidatura e si è dato inizio al complesso lavoro di predisposizione del Piano di gestione, che deve indicare gli obiettivi fondamentali, cosi’ come richiesti dall’Unesco, di protezione, conservazione e trasmissibilità alle future generazioni dell’area, con il coinvolgimento di tutti i soggetti attivi nel sito dichiarato Patrimonio Mondiale.
 
Le parole chiave della candidatura di “Ivrea città Industriale del XX Secolo” a Patrimonio Mondiale sono: orgoglio, storia e appartenenza. Parole che portano impressa la possibilità di conservare e tramandare una memoria eccezionale insieme alla speranza di un rinnovamento per le future generazioni.
 
L’area candidata all’iscrizione è composta da un insieme urbano e architettonico caratterizzato da 42 edifici, progettati dai più famosi architetti e urbanisti italiani del Novecento. Essi hanno i requisiti di autenticità e integrità, avendo conservato in modo sostanziale sia i caratteri architettonici dei diversi progetti originari sia gli spazi esterni, che fanno parte integrante dell’originalità dei progetti stessi. Gli edifici sono rimasti immutati per forma, struttura, materiali. La proprietà di questo patrimonio architettonico è quasi esclusivamente privata. È un’ area sufficientemente estesa da permettere la lettura della città industriale di Ivrea. La permanenza delle funzioni permette ancora oggi di leggere i progetti e le realizzazioni che hanno dato concretezza nel tempo a questo modello sociale e culturale, oltre che industriale/urbano, del tutto inedito.
 
Si parte dalle originarie Officine Olivetti del 1896 per passare ai successivi ampliamenti e collegamenti sorti fra il 1939 e il 1962, agli edifici che ospitavano il Centro Studi ed Esperienze e la Centrale Termoelettrica, a quelli della mensa, dei servizi sociali e dell’asilo nido, alle case del Borgo Olivetti e del Quartiere Castellamonte, ai due Palazzi Uffici, e all’Unità Residenziale di Ivrea Centro.

Galleria fotografica

Articoli correlati