«I numeri sono incontrovertibili: la nuova linea Torino-Lione vale 9 miliardi di euro e 52mila posti di lavoro. Vorrei che ci spiegassero perchè mai non la si dovrebbe realizzare». Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, intervenendo stamane all'assemblea degli industriali canavesani alle Officine H di Ivrea. Un discorso che ha preso di mira il Governo e segnatamente il Movimento 5 Stelle per le sue posizioni sulla Tav e sul reddito di cittadinanza.

«La questione industriale è cruciale per il futuro del nostro Paese e la realizzazione della Tav è decisiva per lo sviluppo delle esportazioni, vitali per la nostra economia. Contro quest'opera ci sono evidentemente dei gruppi di interesse che hanno come obiettivo comunel solo l'appiattimento totale, a detrimento della nostra economia». Nel suo discorso, il presidente ha anche evidenziato la situazione contigente dell'economia globale. «Da un lato abbiamo la Cina, che sta investendo risorse ingenti nelle grandi infrastrutture per favorire l'espansione delle sue aziende - ha spiegato - Dall'altro, ci sono gli Stati Uniti che hanno attuato una politica protezionista, ponendo dazi per tutelare la produzione nazionale. Due soluzioni diverse per un nodo centrale che è rappresentato dalla questione industriale. E la nostra risposta non può essere certo "Italy first", che non avrebbe senso al giorno d'oggi. L'Europa è la risposta, sia pur un'Europa da riformare».

Boccia ha quindi richiamato il Governo a misure strutturali per favorire la ripresa industriale, non assistenziali. «L'Italia, nonostante tutti i suoi limiti, è ancora la seconda nazione manufatturiera d'Europa. Se rimuovessimo i deficit di competitività che gravano le nostre imprese, potremmo essere la prima - ha assicurato - Ma non è certo con il reddito di cittadinanza che possiamo cambiare le cose e far crescere il nostro Paese. Alla politica noi chiediamo di avere una visione, di non cavalcare ansie e paure e di uscire dal clima perenne di campagna elettorale».

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