Sciopero di otto ore e presidio sotto le finestre del municipio di Ivrea per i lavoratori del Cic, il «Consorzio per l'informatizzazione del Canavese» che entro fine anno, perse le commesse dei maggiori clienti pubblici (e tra questi l'Asl To4 e, in minima parte, il Comune di Ivrea), rischia seriamente la chiusura. Un'ottantina i posti di lavoro in bilico. Il Cic, tre anni fa, è stato venduto attraverso un bando a Csp, unica società disposta a farsi carico dei debiti. Solo le commesse pubbliche, fin qui, hanno consentito all'azienda di continuare a lavorare.

L'azienda, lo scorso 19 ottobre, ha comunicato la risoluzione di tutte le commesse (che sono passate ad altre ditte) e l'inevitabile chiusura il 31 dicembre. Sono rimasti quindi meno di sessanta giorni per salvare i posti di lavoro. «Non è stata chiesta la clausola sociale - sottolineano i rappresentanti sindacali di Cgil e Uil - noi chiediamo almeno, a chi si prenderà le commesse del Cic, di reintegrare i lavoratori».

Nei prossimi giorni, anche se la data è ancora da fissare, è previsto un incontro in Regione Piemonte per fare il punto della situazione. I dipendenti del Cic, tutti ad elevata professionalità anche in virtù dell'esperienza maturata in questi anni (e tutti residenti in Canavese), attendono delle risposte dagli enti locali, tanto più che erano proprio loro i committenti dell'azienda eporediese. Una delegazione dei lavoratori, dopo la manifestazione sotto il municipio di Ivrea, è stata ricevuta dal sindaco Stefano Sertoli.

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