Continua il botta e risposta a distanza tra l'Asl To4 e il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. La scorsa settimana il sindacato ha segnalato l'apertura di un procedimento discplinare nei confronti di un tesserato, infermiere dipendente dell'ospedale di Ivrea, che aveva reso nota, con un comunicato, la situazione relativa alle temperature tropicali in alcune strutture dell'Asl To4. Alla risposta della direzione dell'Asl è seguita una controrisposta del sindacato. Eccole...

«Un fatto direi comune nella vita delle organizzazioni quale l’avvio di un procedimento disciplinare (sottolineo l’avvio) sta assumendo un livello di spettacolarizzazione mai visto ivi compresa anche una raccolta firme on line - dice in merito il direttore generale dell'Asl To4, Lorenzo Ardissone - negli anni non è certo l’unico caso di avvio di procedimento analogo nei confronti di personale a qualsivoglia profilo professionale appartenente quindi anche al profilo di infermiere e mai, dico mai, il semplice avvio di un procedimento disciplinare in contradditorio e con tutte le tutele di legge per il dipendente aveva mai assunto una visibilità come in questo caso». Per Ardissone, «non è né nella storia di questa Asl To4, né nella mia storia di confondere le responsabilità legate ai profili professionali con le legittime prerogative che sono proprie ed oggetto dei relativi diritti di critica sindacale. Per cui desidero significare agli organi di stampa ed a tutti coloro che si tengono informati sulle vicende della Asl nonché ai dipendenti ed a tutte le organizzazioni sindacali che all'Asl To4 non sono stati, non sono, e non saranno mai avviati procedimenti disciplinari legati al diritto di critica sindacale, in qualunque modo esso si esprima; all'Asl To 4 sono stati, sono e saranno avviati procedimenti disciplinari legati esclusivamente all’accertamento in contraddittorio di eventuali violazioni di responsabilità legate ai contenuti dei doveri propri del profilo professionale di appartenenza; ogni procedimento si avvia e si conclude nel pieno rispetto delle norme a tutela dei dipendenti».

D'altro avviso il sindacato che risponde al comunicato dell'Asl To4. «I fatti, purtroppo fanno pensare il contrario e la visibilità che la vicenda sta assumendo non è altro che l’indignazione di migliaia di infermieri, medici, operatori e cittadini», dice Francesco Coppolella del Nursind Piemonte. «Il dottor Ardissone non è credibile perché a seguito di una richiesta formale del nostro rappresentante di accesso agli atti, per poter visionare la comunicazione inviata al Direttore della medicina di Ivrea, quest’ultimo rispondeva formalmente che trattasi di comunicazione privata. Una segnalazione che diventa una comunicazione privata, avete letto bene. Altro che percorso garantistico. Sin dal 2015 la nostra organizzazione aveva segnalato formalmente le criticità legate alle alte temperature in questi servizi e pur essendone a conoscenza non ha dato risposte. Forse dovrebbe inviarsi una segnalazione da solo e avviare un procedimento disciplinare verso se stesso».

«Le dichiarazioni rilasciate da Summa si riferiscono a diversi servizi e più presidi, relativamente a quei giorni, mentre lui individua e segnala, attraverso un lavoro certosino crediamo, solo il servizio dove lo stesso Summa presta servizio - sottolinea Coppolella - se questo non si chiama voler limitare l’azione di critica sindacale non sappiamo cosa possa essere. Ardissone non è credibile perché affermare che un superiore dovesse essere informato di una cosa talmente evidente, è arrampicarsi sui vetri oltre a non volersi assumere responsabilità proprie in quanto responsabile della sicurezza dei luoghi di lavoro. E’ evidente che ciò che preoccupa è la sua immagine e non le condizioni di operatori e soprattutto dei cittadini. Ardissone farebbe bene a chiedere scusa e archiviare il provvedimento. Il provvedimento sta assumendo visibilità e un grado di spettacolarizzazione perché lo spettacolo lo sta dando Ardissone con le sue azioni».

Galleria fotografica

Articoli correlati