IVREA – La società canavesana ambiente SPA ha recentemente concluso il percorso per la presentazione del primo bilancio di sostenibilità. L’obiettivo dell’azienda è quello di creare un modello che rispetti maggiormente l’ambiente, in grado di migliorare la preoccupante situazione ambientale attraverso il progresso e la crescita condivisa. 

Il tipo di analisi effettuata non è esclusivamente fine agli interessi dell’azienda stessa, ma volta soprattutto ad esaminare l’impatto ambientale e il benessere dell’intera comunità. «Con questo documento si vuole rappresentare quanto l’attenzione all’ambiente, al proprio capitale umano e sociale e alle comunità in cui opera, rappresentino per Scs l’elemento chiave della strada verso la crescita sostenibile, - afferma la presidente Maddalena Vietti Niclot - secondo un concetto che oggi copre aree che vanno molto al di là di temi ambientali e che considerano anche aspetti sociali ed economici, in linea con i valori “olivettiani” che ancora ispirano il nostro territorio. L’individuazione e la misurazione di questi parametri di sostenibilità, fornisce inoltre il contributo oggettivo di quanto la Società si stia allineando a tali principi anche per rendere più resiliente l’attività in caso di crisi, come quelle che stanno caratterizzato questi ultimi anni». La presa in esame dell’impronta ambientale va ben oltre il valore etico dell’azione, concentrandosi invece sul ruolo simbolico in tema di rispetto dell’ambiente, rivestito dalla Società, verificando come vengono gestite le aree, i materiali, l’energia e l’acqua necessari allo svolgimento delle normali attività operative. 

Il profilo di sostenibilità ambientale è stato sviluppato da Scs sulla base di un’ipotetica misura degli impatti generati dall’uso di risorse e dal conseguente rilascio di sostanze inquinanti, attenendosi però ai processi aziendali e ai dati degli ultimi sette anni, identificati in larga parte dal trasporto dei rifiuti e dalla produzione di elettricità. Ciò che incide maggiormente sull’impronta di carbonio totale (carbon footprint) di Scs, è soprattutto la combustione di gasolio per il trasporto dei rifiuti (70% dell’impronta totale), che impatta anche sul rilascio di altre sostanze inquinanti come le emissioni di ammoniaca e quelle di particolato grossolano. Un’ulteriore considerazione può essere fatta osservando il 2021 nel suo complesso, dove si stima che SCS abbia generato un’impronta di carbonio pari a circa 2540 t di CO2 equivalente. Nel concreto, SCS sta attuando diverse modifiche nel tentativo di ridurre ed eliminare ad esempio le emissioni: «Su questo tema, che ha un’influenza diretta anche in termini di bilancio, Scs sta investendo in maniera significativa - sottolinea il direttore Andrea Grigolon -  con la realizzazione del nuovo impianto di trasferenza con cui ridurremo in modo significativo il numero di trasporti di rifiuto indifferenziato effettuati verso il termovalorizzatore di Torino, passando dai 1900 attuali ai circa 700 ad impianto attivo a pieno ritmo».

La società canavesana servizi da sempre investe sul proprio capitale umano e sociale in termini di formazione, sicurezza, impiegando anche risorse economiche a sostegno della crescita professionale dei propri dipendenti, in una prospettiva di potenziamento e crescita costante. L’incremento economico investito anche su un nuovo modello di sostenibilità ambientale è dunque l’ennesima dimostrazione della professionalità e serietà attraverso la quale svolge il proprio operato. La speranza dell’azienda è quella di riuscire a creare un modello di sostenibilità ambientale che possa essere di riferimento per molte altre imprese locali, in maniera tale da far convergere l’operato di tutti in una direzione univoca: quella di un futuro maggiormente vantaggioso per l’intera comunità. 

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