In italia la Giornata della Memoria è stata istituita nel 2000 (ci sono voluti ben 55 anni) e si celebra il 27 gennaio per ricordare che, in quella data, nel 1945 le truppe ukraine dell’Armata Rossa liberarono il campo di Auschwitz-Birkenau, divenuto poi il simbolo di tutti i campi di concentramento e sterminio nazisti, grazie alle immagini del giornalista che viaggiava al seguito di quel battaglione. La liberazione però era già iniziata a partire dal luglio del 1944, quando, sempre i russi, entrarono a Maidanek (Polonia),  e proseguì fino all’aprile del 1945 con la resa definitiva della Germania e la caduta di Berlino.

Ci sono moltissimi libri, saggi, articoli di giornale, reportage e memoir sull’argomento: cosa succedeva, come erano organizzati i prigionieri e come avvenivano le selezioni della morte. In questi oltre 70 anni abbiamo avuto ampio accesso alle informazioni, se ne parla nelle scuole, vengono organizzati dei viaggi per avere testimonianza diretta di quei luoghi nati dall’abominio della mente umana. Ma, a quanto pare, non è servito a granché. Purtroppo certi slogan sembrano tornare di moda, perché c’è sempre qualcuno che riesce ad inculcare nella testa delle persone l’idea di un’umanità di serie A e di una  di serie B.

Ecco che diventa importante continuare a ricordare ciò che è stato e, soprattutto, saperne riconoscere e, possibilmente, prevenire i ritorni. Per la Giornata della Memoria 2019 numerose realtà locali quali: Associazione Rosse Torri, Zac!Movicentro, Casa delle Donne, Anpi, Libera, Acmos, Viviamo Ivrea, Fraternità Cisv di Albiano, Osservatorio Migranti, Uni3 Ivrea, Centro Documentazione Pace Ivrea, Circolo PRC Ivrea e altre che, speriamo, ancora si aggiungano, organizzano due incontri mirati a raccontare la società civile di quel periodo storico, affinché, attraverso le vicende di persone direttamente coinvolte, si possano acquisire strumenti per leggere il presente e i segni nefasti che si stanno nuovamente delineando all’orizzonte.

- Venerdì 18 gennaio alle ore 21.00, presso Zac!Movicentro, con uscita  a cappello per raccogliere i fondi necessari al noleggio del film in programma per il 1 Febbraio, il reading Reazione a Catena, di e con Lisa Gino che racconta la storia del fisico italiano Ettore Majorana , la costruzione delle prime bombe atomiche e il peso delle scelte di ognuno nel periodo nazi-fascista.
- Venerdì 1 febbraio alle ore 21.00 sempre presso lo Zac!Movicentro verrà proiettato il film documentario “A German Life”, una intervista a Brunhilde Pomsel, segretaria del Ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels dal 1943 al 1945, morta nel gennaio 2017 all’età di 106 anni.

Si spera nel coinvolgimento dell’assessorato ai sistemi educativi ( il progetto è stato inviato all’assessore e si attende risposta), ci  si augura quindi ne venga data informazione nelle scuole del circondario e si invitano comunque gli insegnanti che leggono a farlo a titolo personale. E’ importantissimo. Così come ci si augura che altre realtà, non ancora nell’elenco, facciano avere la loro adesione, mandando una mail o un messaggio ad una di quelle già aderenti: l’intento è quello di raggiungere un coinvolgimento più ampio possibile per far sentire che Ivrea resta una città tesa all’accoglienza e alla solidarietà, nell’alveo dei principi della nostra Costituzione. E che nessun pensiero contrario a questi due fondamentali principi avrà strada facile. (Lisa Gino, referente del Progetto).

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