«Il primo cittadino si assuma la propria personale responsabilità garantendo che l'emissione elettromagnetica emessa dai sistemi in 5G all'interno del territorio è sicura per la salute dei cittadini in quanto non genera alcun effetto di danno biologico o sanitario né nell'immediato e tanto meno dopo il lungo periodo di trasmissione delle onde sul corpo umano». È questa la richiesta avanzata da una ventina di cittadini, tra cui Paola Perinetto (attuale garante per i diritti dei detenuti), i quali hanno fatto protocollare in Comune una lettera in cui chiedono al sindaco Stefano Sertoli una asseverazione giurata che contenga, appunto, questa dichiarazione di responsabilità sul progetto sperimentale del 5G. 
 
Paola Perinetto, rivolgendosi al sindaco, sottolinea come egli abbia sempre avuto a cuore la salute della popolazione. Per questo, gli ricorda che la pericolosità delle onde 5G, emesse dai ripetitori che permettono il funzionamento di questa tecnologia, è stata evidenziata da diversi esponenti del mondo scientifico nazionale ed internazionale. Nelle lettera, infatti, si fa riferimento a diverse fonti e studi, tra cui alcune certificazioni pubblicate sul sito www.geoprotex.com. e si invita Sertoli a consultarle, poiché, in quanto garante della salute pubblica, «se ne deve assumere responsabilità penali e civili».
 
Lunedì in Consiglio si discuterà una mozione firmata da Maurizio Perinetti del Pd, Francesco Comotto di Viviamo Ivrea e Massimo Fresc del Movimento 5 Stelle, per chiedere impegni precisi all’amministrazione. Anche nella mozione i consiglieri invitano alla prudenza per «non sottovalutare i rischi legati alla sperimentazione di nuove tecnologie per le quali non sono ancora disponibili dati scientifici certi». Nella mozione le opposizioni chiedono anche un incontro con Arpa e Ordine dei Medici. (L.r.)

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