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IVREA - «Con grande orgoglio ed emozione comunichiamo che da martedì 11 maggio 2026 siamo ufficialmente il 23° Centro Antiviolenza della Regione Piemonte», annuncia emozionata la Presidente dell’Associazione Lilli Angela. «Un traguardo che il nostro gruppo ha raggiunto, con grande, grandissimo impegno, determinazione e tanta passione; un gruppo che, insieme alle nostre psicologhe e avvocate, si è rivelato essere una forza fin dall'inizio nel 2017. Un regalo, anche se in anticipo di un anno, per festeggiare i nostri 10 anni di attività. Da gennaio 2026 siamo nella nuova sede che risponde a tutti i requisiti richiesti per essere un Centro Antiviolenza, per questo dobbiamo ringraziare ancora una volta Luigi e Luca Flecchia che ce l’hanno concessa in locazione a condizioni di favore».

L’Associazione, partita da un vero e proprio Progetto di psicologia di comunità, fin dalla sua nascita offre percorsi gratuiti per le donne vittime di violenza che hanno trovato la forza di uscire dal silenzio e che proprio per questo necessitano di un sostegno continuativo per portare avanti la “loro battaglia”, e promuove iniziative a sostegno di una cultura della prevenzione rivolte alla cittadinanza, in particolare alle scuole, in cui è fondamentale il contributo di tutti, delle donne e degli uomini, ragazzi e ragazze, bambini e bambine, per sviluppare una solidarietà di pensiero che non ammetta giustificazioni nei confronti della violenza.

«La nostra scelta - sottolinea la Vice Presidente e responsabile progetti e comunicazione Barbara Bellardi - fin dal principio è stata quella di avvalersi di professioniste che si occupano della materia, sia in ambito psicologico che legale, e che sono inserite nella rete dei Servizi presenti sul territorio. Ad oggi la nostra équipe è formata da 6 psicologhe psicoterapeute, di cui una è anche la responsabile scientifica, 3 avvocate, 1 assistente sociale, 1 educatrice e, ultimo ma non ultimo, le Donne di Violetta, alcune Signore che terminato il loro percorso si sono emancipate e sono diventate preziosissime volontarie. Un gruppo nutrito e coeso che, unito alla professionalità e all’impegno costante del Consiglio direttivo e delle socie fondatrici, ha permesso di aiutare concretamente 200 donne e di sensibilizzare sul tema oltre 9.000 studenti e 400 insegnanti grazie ai Progetti Violetta per le scuole. Sicuramente di tratta di una sfida dura, ma assistere alla rinascita di tante Signore, leggere i loro profondi scritti o sentire i toccanti racconti, vedere l’impegno dei ragazzi e dei loro insegnanti nel realizzare tanti progetti originali e ricchi di spunti, ci dà una grande forza e in ogni momento la conferma che siamo sulla strada giusta e soprattutto che c’è speranza».

Barbara Bessolo, psicologa psicoterapeuta e responsabile scientifica, aggiunge: «Negli anni è stata costruita una rete di collaborazione con le Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale, Procura) e i servizi sociali del territorio; sono stati istituiti canali diretti con le scuole così da facilitare i passaggi necessari qualora si presentino situazioni di bambini o ragazzi legate a forme di maltrattamento, e aperto collaborazioni con agenzie del lavoro per creare percorsi di accompagnamento delle donne nella ricerca di un lavoro quando questo si renda necessario. Dal 2020 Violetta fa parte dell’équipe multidisciplinare “Donne Oltre” dell’Asl To4. E’ stata definito un protocollo in collaborazione con tutti i Servizi Sociali del territorio dell’Asl To4 e una realtà del territorio per garantire una prima forma di residenzialità a donne sole per le quali si presenti l’urgenza di uscire di casa e non vi siano soluzioni alternative per accoglierle. Collaboriamo con l’AIOPP, Studio Infermieristico Ostetrico Professionale Piemontese, per intercettare eventuali situazioni di violenza sul territorio e con l’AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici). Dal 2024 è inoltre attiva una collaborazione con il gruppo di lavoro che fa capo al Centro Studi e Trattamento dell’Agire Violento di Torino, un CUAV che offre consulenza psicologica, psicoterapia e inquadramento criminologico a coloro che si trovano in una situazione di difficoltà nella gestione dell’aggressività nelle relazioni. L’obiettivo è quello di garantire un riferimento anche per gli uomini autori di violenza che per varie ragioni necessitino di essere seguiti. Sempre dal 2024 Violetta fa parte del Coordinamento Contro la Violenza sulle Donne (CCVD) istituito dalla Città di Torino nel 2000 e ampliato al territorio provinciale nel 2010. Accogliamo inoltre richieste di interventi di formazione/informazione nelle realtà del territorio che ce lo chiedono (aziende, comuni, agenzie formative) con l’obiettivo di coinvolgere il più possibile la comunità e di dare un’informazione allargata sul tema e sulle strade possibili da percorrere per contrastare il fenomeno della violenza».

Conclude Francesca Vanoni, responsabile segreteria e amministrazione: «Un doveroso ringraziamento va a tutti coloro - aziende, privati cittadini, enti e istituzioni - che credono nel nostro operato e che con il loro supporto economico ci sostengono permettendo di portare avanti e implementare di anno in anno le nostre attività e i nostri progetti».

Aiuti alle donne vittime di violenza: i numeri dal 2018 ad oggi

• 270 telefonate allo sportello telefonico con una frequenza maggiore a gennaio, marzo e dicembre.

• Per l’89% sono state richieste di aiuto, quindi contatti di donne direttamente interessate a chiamare. Il restante 11% dei casi sono state telefonate di familiari, conoscenti o amici che chiedevano informazioni e orientamento per aiutare la donna coinvolta (in più della metà dei casi questo contatto ha poi permesso di agganciare la vittima).

• La tipologia di violenza più segnalata è quella psicologica, nel 49% invece violenza fisica. Il 20% dei casi rientrano tra gli “atti persecutori” comunemente conosciuti come stalking.

• Le violenze nel 20% dei casi sono state perpetrate da persone esterne alla coppia, mentre nell’80% gli autori sono o attuali o ex compagni di vita.

• La maggior parte delle donne che si sono rivolte a ha un’età compresa tra i 20 e i 40 (20% ventenni, 28% trentenni, 23% quarantenni) anni con un picco del 28% sulle trentenni.

• Il 76% delle donne ha figli, nello specifico il 32% ha 2 figli, il 33% un figlio.

• Un quarto delle donne risiede nel comune di Ivrea, mentre i tre quarti hanno la residenza in altri comuni del canavese (30% Ivrea, 60% altri Comuni del Canavese, 10% fuori Canavese).

• Rispetto alla nazionalità, l’81% delle donne è italiana, le straniere sono il 19%.

• Un dato interessante riguarda lo stato occupazionale, perché, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, solo il 26% sono disoccupate/casalinghe; la maggior parte (il 60%) ha un suo lavoro e una sua indipendenza.

• Per quanto riguarda il supporto fornito, segnaliamo che delle donne che si sono rivolte a noi chiedendoci aiuto: 85 donne hanno ricevuto un supporto legale; 180 donne hanno ricevuto un supporto psicologico (che in alcuni casi si è affiancato al supporto legale); in oltre 20 situazioni è stato fornito supporto psicologico ai familiari delle donne; 20 sono state le consulenze psicologiche nelle scuole. Dal 2017 ad oggi sono state seguite oltre 200 donne vittime di violenza.