Sono 1137 in tutta Italia, pari al 15% della forza lavoro complessiva, gli esuberi annunciati da Vodafone a seguito del riordino del personale. L'annuncio è arrivato lunedì alla presentazione del piano industriale dell'azienda secondo la quale la necessità di ridurre il numero di lavoratori dipende dal progressivo calo delle tariffe dovute all’ingresso di Iliad nel mercato delle telecomunicazioni.

Nel piano industriale, infatti, Vodafone parla di una «straordinaria pressione competitiva, in particolare nel segmento mobile che ha comportato nell’ultimo anno una sensibile riduzione di fatturato e margini. Ma anche in questo scenario Vodafone ha mantenuto costante la propria strategia di investimenti in Italia e di differenziazione basati sulla superiorità di rete, la qualità del servizio e l’accelerazione sul digitale: dallo sviluppo delle reti di nuova generazione alla convergenza, dai nuovi servizi per le imprese all’innovazione del servizio». In realtà l'azienda non parla mai di esuberi. Tuttavia il dato è chiaro anche quando si parla di «modelli di business più agili e digitali» e di una «revisione dell’organizzazione e una radicale semplificazione del modello operativo per continuare ad investire, garantire la sostenibilità futura e tornare a crescere».

I timori per i tagli di Vodafone riguardano da vicino anche la sede di Ivrea dove, al momento, lavorano 584 persone. L'azienda, per il momento, non ha specificato dove andrà a tagliare. Ha reso noto solo i settori che saranno ridimensionati. E in questo contesto, senza chiudere sedi, Vodafone prevede di tagliare 800 addetti nei call center, 150 nella rete vendita, 100 nel technology e 100 nello staff.

«In forza dei passati accordi con Vodafone, per quanto ci riguarda non c'è motivo alcuno per dichiarare esuberi - dice Riccardo Saccone, segretario nazionale Slc Cgil - siamo disponibili a un confronto ampio per verificare la possibilità di percorsi di riconversione professionale e di efficientamento, ma non c'è spazio per azioni traumatiche e unilaterali. Insieme a tutto il coordinamento delle Rsu valuteremo con attenzione cosa ci dirà l'azienda nel prosieguo del confronto e come sempre decideremo con i lavoratori il miglior percorso».

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