Durante il consiglio comunale di giovedì scorso a Ivrea è stato discusso ed approvato l'ordine del giorno di sostegno e solidarietà ad Asia Bibi. Qui di seguito i punti salienti del testo presentato dal gruppo di Maggioranza della Lega in Consiglio: «Premesso che il 19 giugno 2009, la cattolica pachistana Asia Bibi è stata presa in custodia dalla polizia, nel suo villaggio del Punjab, con l'accusa di aver offeso il profeta Maometto. Da quel momento, la donna ha vissuto in carcere, spesso in isolamento, misura adottata anche per tutelarne l'incolumità; l'11 novembre 2010 è stata condannata a morte per blasfemia.

La sentenza è stata confermata in appello dall’Alta Corte di Lahore nell'ottobre 2014, ma l’esecuzione della sentenza è stata sospesa; l'8 ottobre 2018, dopo un'udienza durata oltre tre ore e mezza, la Corte Suprema ha deciso di rinviare la decisione finale senza annunciare una data. Il 7 novembre è stata liberata e trasferita in una località segreta per motivi di sicurezza. Si chiede quindi al Consiglio Comunale di esprimere vicinanza e solidarietà verso Asia Bibi e verso tutti i cristiani perseguitati nel mondo, colpevoli soltanto di appartenere a una religione diversa da quella praticata dalla maggioranza degli abitanti dei Paesi in cui vivono e a sollecitare il Governo Italiano affinché favorisca la protezione di Asia e della sua famiglia e, in costante coordinamento con tutti gli Stati interessati, si impegni a renderne possibile il trasferimento all’estero, in un luogo sicuro. Infine si richiede anche al Parlamento Europeo, di esprimersi chiaramente a favore della libertà sociale e religiosa di Asia Bibi, in nome della libertà di religione e di credo che deve essere garantita in ogni luogo del mondo».

Il Consigliere Comunale Anna Bono ha commentato con queste parole la discussione: «L'assoluzione di Asia Bibi da parte della Corte Suprema, arrivata dopo quasi 10 anni e un calvario giudiziario che ha mobilitato mezzo mondo, è stata annunciata il 31 ottobre scagionandola dall'accusa di blasfemia per la quale era stata condannata a morte. Il suo rilascio è stato rimandato per giorni a causa delle violente manifestazioni di protesta organizzate dal partito radicale islamico Tehreek-e-Labbaik nelle maggiori città del paese, che hanno costretto i cristiani a chiudere scuole e chiese per timore di rappresaglie.

Asia Bibi è diventata, suo malgrado, l'icona di un movimento che chiede la cancellazione del reato di blasfemia in Pakistan e il simbolo della persecuzione dei cristiani nel mondo. Per questi motivi ha attirato su di sé l'ira dei fondamentalisti islamici che ne vorrebbero la morte: non sarà quindi mai davvero libera e al sicuro in Pakistan, esposta insieme ai famigliari alla vendetta degli islamisti. Sono quindi soddisfatta del fatto che il Consiglio Comunale eporediese abbia approvato all'unanimità questo ordine del giorno, molto meno per il fatto che per quasi mezz'ora il gruppo del PD abbia insistito perché togliessimo dal testo l'espressione "cristiani perseguitati" e la sostituissimo con "perseguitati" e basta».

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