L'assessore Giorgia Povolo della Lega resta al suo posto. Non sarà sostituita nella giunta di Ivrea. Lo ha confermato il sindaco Stefano Sertoli rispondendo a due interpellanze presentate dai consiglieri di minoranza. Entrambe, sia quella di Perinetti del Pd che di Francesco Comotto, relative alle frasi razziste dell'assessore alle politiche sociali, scritte sui social network a gennaio. Frasi contro i rom, definiti «merde, zecche e parassiti» con gli auguri a rimanere mutilati.

«Non condivido nella maniera più assoluta termini, toni e contenuti di quelle affermazioni - ha detto il sindaco Sertoli - che offendono la morale comune. Ma sono post pubblicati precedenti all'incarico dell'assessore in giunta. Il più recente a gennaio. Conosco Giorgia e ho avuto modo di apprezzare il suo lavoro che risponde alle deleghe che le sono state assegnate. Svolge il suo lavoro con grande dedizione e competenza. E per questo motivo, pur tenendo presente quello che è successo, non le ritiro le deleghe e le confermo la fiducia perchè sono convinto che Giorgia continuerà a svolgere bene il suo lavoro».

L'assessore Povolo ha letto il proprio intervento, confermando di aver scritto quelle frasi contro gli zingari rom subito dopo aver subito un furto. «Le mie parole sono state pesanti e inadeguate. Possono aver turbato i cittadini e di questo sono molto dispiaciuta, in quanto è mio dovere e volontà rappresentare ogni cittadino, qualunque sia la nazionalità, la fede religiosa, credo politico e orientamento sessuale». L'assessore ha quindi preso le distanze da quei post.

Non soddisfatto il consigliere Perinetti del Pd: «Certo, si può fare ammenda ma una cosa del genere non era mai capitata. Il sindaco ha fatto delle scelte e non è capace a correggerle. Un rappresentante delle istituzioni non può avere questi tipi di pensiero, specie con quelle deleghe. C'è una collezione di post dell'assessore con quel tono, non solo contro gli zingari. Per questo l'assessore è incompatibile con quell'incarico. Al sindaco è caduta la maschera: altro che amministrazione civica. Il civismo sta da un'altra parte: un'amministrazione che tollera questo tipo di presenza è un'amministrazione che guarda alla destra reazionaria. E il sindaco ne è a capo».

Meno critico il consigliere Comotto: «Un momento di rabbia non giustifica quei toni però la risposta dell'assessore, che ora si è espressa pubblicamente, su nostra richiesta, a favore dell'integrazione e del rispetto di tutte le diversità, è un piccolo passo avanti. Non è invece accettabile la risposta del sindaco. Non è un processo alla persona ma per il ruolo che ricopre le deleghe dell'assessore Povolo sono assolutamente inadeguate».

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