«Si tratta di parole scritte in un momento di grande rabbia e panico, a seguito di un brutto furto, il primo che io abbia subito». Si giustifica così Giorgia Povolo (nella foto al centro della giunta), assessore alle politiche sociali del Comune di Ivrea, rispondendo alle critiche per un post scritto sul suo profilo Facebook a gennaio di quest'anno. Un post razzista contro gli zingari.

«Veder violato uno spazio per me considerato privato e intimo, avere la consapevolezza che con quella valigetta rubata non erano andati persi solamente degli oggetti simbolici ma anche dei ricordi di valore personale, ad inizio di quest'anno ha suscitato in me una grande angoscia. Angoscia che mi ha portato a catapultarmi a casa con il terrore che i 70 chilometri di distanza potessero diventare un buon vantaggio per i malintenzionati che erano in possesso di chiavi e documenti vari, dove veniva anche riportato l'indirizzo della mia abitazione. Ovviamente questo momento anticipava solamente l'arrivo di una lunga notte passata con gli occhi sgranati ad ascoltare ogni piccolo rumore, ma soprattutto una notte vissuta con il terrore che potesse seguire una visita indesiderata».

Di fatto niente scuse o ripensamenti: «Ritengo quindi palese che queste frasi siano state scritte in un momento di rabbia che necessitava di uno sfogo da "bar". In un momento di lucidità nessuno avrebbe infatti mai pensato di scrivere determinati stati, che come tali dovrebbero venir considerati semplicemente perchè nessuno avrebbe mai il coraggio di praticare simili atti, me compresa. Proprio a tal proposito, avendo detto parole in un momento particolarmente triste, mi sento di ricordare a coloro che stanno tentando di muovere le acque, la frase detta del celebre drammaturgo Pietro Metastasio, "ognun dal proprio cor l'altrui misura" ovvero che l'essere umano è portato ad attribuire agli altri sentimenti e motivazioni commisurate al proprio livello. Ricordo e rimarco infine che parliamo di un post pubblicato da un cittadino privato quale che ero, non ricoprendo alcuna carica istituzionale: fino a prima delle elezioni comunali io potevo solamente essere considerata una cittadina privata con le proprie idee politiche ma soprattutto con i propri problemi e penso quindi che qualsiasi cittadino vittima di un furto come quello che avevo subito, avrebbe potuto avere a caldo una reazione simile».

Per la Lega l'interpellanza del Pd contro l'assessore «è un attacco politico nei confronti di un membro della maggioranza che sta dimostrando efficienza e meticolosità nell'affrontare al meglio tutte le problematiche rimandate».

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