LEINI’ - Il Consiglio Comunale di Leinì ha approvato il comodato d’uso dell’edificio che ospita la Rsa Capirone a favore dell’Asl To4 per la ristrutturazione che porterà all’insediamento della nuova Casa di Comunità che, secondo il piano della Regione Piemonte, sorgerà a Leini grazie anche ai fondi del Pnrr.

Il comodato d’uso è il primo atto per la definizione di un processo di progettazione che sarà, secondo il programma della Regione e dell’Asl To4 condiviso con il Comune, il più partecipato possibile: in particolare, per quanto riguarda la scelta di quali saranno gli ambulatori specialistici che dovranno essere ubicati nella casa di comunità, verranno consultati anche gli organi rappresentativi dei medici di famiglia.

«Il Comune di Leini non può che ritenere positivo il fatto che la Casa di Comunità sorga sul nostro territorio - ha detto il sindaco, Renato Pittalis, durante la sua esposizione in merito all’unico punto all’ordine del giorno - per quanto riguarda la continuità della presenza di una Rsa nel territorio comunale è già stata resa evidente l’intenzione dell’amministrazione di procedere alla costruzione di una nuova struttura, dopo l’approvazione in linea tecnica del progetto, con ulteriori 81 posti in convenzione, su cui la Regione ha dato riscontro positivo, in aggiunta ai 30 già convenzionati nell’attuale configurazione del Capirone». Il completamento della Casa di Comunità è previsto nei programmi attuativi del Pnrr entro il 2026.

In ogni caso, lo stato dei locali dell’attuale edificio che ospita il Capirone conduce alla necessità di ingenti lavori di ristrutturazione, pena il ritiro già paventato dei titoli autorizzativi da parte della Regione Piemonte, che condurrebbero comunque al trasferimento temporaneo degli ospiti. Rispondendo alle domande dei Consiglieri, in particolare per quanto riguarda gli attuali costi della casa di riposo, il sindaco ha sottolineato come «anche al di là delle modifiche strutturali legate alla pandemia, il Capirone nella configurazione attuale genera un sostanzioso deficit annuo, non più sostenibile per le casse comunali; d’altro canto, una comunità di 16500 abitanti, che storicamente ha una grande attenzione per gli anziani, non deve rimanere priva di un servizio la cui presenza è fortemente radicata nella comunità cittadina».

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