«Investire nella scuola e non nella paura» è il titolo dell’incontro promosso dal PD leinicese giovedì sera, con il consigliere regionale Diego Sarno e Cinzia Caggiano, la mamma di Vito Scafidi, morto il 22 novembre 2008, al liceo Darwin di Rivoli, a causa del crollo del controsoffitto, dove erano stati stoccati 200 chili di tubi di ghisa. Per molto tempo si gridò alla tragica fatalità, ma il corso della giustizia ha stabilito le responsabilità e negligenze nella manutenzione della scuola. Una condizione questa non isolata: centinaia di scuole pubbliche disseminate sul suolo italiano versano in condizioni di incuria e abbandono.

«La scuola è il più grande investimento per il futuro. In Italia abbiamo più di 40mila edifici - dice Cinzia Caggiano - e se riparte l’edilizia scolastica, si rimette in moto lo Stato. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato: si è cominciato ad investire nelle scuole ma non è ancora sufficiente. Faccio appello a quei genitori che spesso si oppongono quando un Comune decide di chiudere una scuola pericolosa perché devono spostare i figli da una parte all’altra. Magari l’avessero fatto al Darwin. Oggi, mio figlio non è qui perché l’ex provincia ha voluto risparmiare un milione delle vecchie lire e non smaltire le macerie come si sarebbe dovuto fare, invece di lasciarle nel controsoffitto di una classe».

Sugli investimenti Diego Sarno precisa: «Grazie ad un nostro emendamento, sono stati inseriti in Bilancio 3 milioni per l’edilizia scolastica e uno per le emergenze. Bisogna vedere come saranno impiegati». Oggi però, nel nostro paese, non c’è ancora un’adeguata promozione la cultura della sicurezza nelle scuole: «A scuola si continua a morire - ha aggiunto la Caggiano - A Milano, poche settimane fa, è caduto un bambino nella tromba delle scale. A San Giuliano di Puglia, sono morti dei bimbi non ha causa del terremoto, ma perché quella scuola era stata costruita male. Ogni settimana, nel nostro paese, ci sono quattro crolli, che solo per fortuna o per caso o perché non sono così devastanti, non si trasformano in tragedie».

«La scuola è un bene comune; serve un’alleanza dei soggetti che la vivono in nome della sicurezza di tutti. Dirigenti, responsabili per la sicurezza e insegnanti hanno un ruolo gravoso ma fondamentale, perché la sicurezza è un fatto serio e dopo i crolli non si può tornare indietro. I ragazzi sono le prime sentinelle: bisogna ascoltarli senza pregiudizi e sensibilizzarli sul tema. Studenti e insegnanti,- conclude - sono i primi soggetti che possono e devono impegnarsi per evitare che altri studenti vengano feriti o perdano la vita nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro». (S.i.)

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