Al cospetto di una gremita sala consiliare, venerdì 28 giugno si è insediato ufficialmente il nuovo consiglio comunale di Leini. E subito l’opposizione affonda i primi colpi al neo sindaco Renato Pittalis. Il primo scontro è sull’elezione del nuovo presidente del consiglio. In un primo momento il sindaco aveva dichiarato di non aver nessuna preclusione a concedere la presidenza all’opposizione  in un’ottica di collaborazione. Peccato poi cambiare idea e votare Elisa Chiabotto, che il capogruppo Ezio Navilli giustifica così: «Nel comporre le liste, la legge impone una rappresentanza di genere del 40%, poi però alle donne non viene dato nessun posto nelle istituzioni. Stesso valga per i giovani perché senza esperienza e perciò relegati in posti subalterni. Scegliendo Elisa Chiabotto, la prima donna presidente del consiglio a Leini, abbiamo dato un forte segnale di cambiamento alla politica».

La bagarre si scatena subito dopo che Pittalis ha dato lettura delle linee programmatiche. Prende la parola l’ex sindaco Gabriella Leone: «Noi vi consegnamo un paese con i conti in ordine, senza indebitamento. Vi lasciamo una tavola imbandita, il conto è pagato. Per i primi tempi potete vivere di rendita perché molti degli interventi da lei citati, caro sindaco, sono già partiti. In questi 5 anni - prosegue - avete detto che questa amministrazione non ha fatto niente, ma noi abbiamo dato nuovamente una dignità istituzionale a questo paese dopo il commissariamento. Un’esperienza non cancellabile. Voi invece ci proponete un ritorno al passato. La vostra compagine è un guazzabuglio che parte dall’estrema destra e arriva ad essere supportata dagli assessori della giunta Coral (riferendosi alla Masi ndr). E lo avete fatto per il bene del paese, ne siamo quasi certi. Adesso - conclude sarcastica - ci aspettiamo modifiche alla viabilità  e lavoro a volontà».

Rincara la dose Pierluigi Leone: «La cooptazione della Masi è di fatto un allargamento della sua maggioranza, senza apparentamenti. Formulo due ipotesi: la prima, è stata una strategia a monte. La seconda, secondo me la più verosimile, sono stati fatti accordi sottobanco: non illeciti, ma poco trasparenti. Siete una maggioranza eterogenea, che definirei un’associazione temporanea d’impresa. Con interessi di parte. Le faccio una domanda: è sicuro di essere l’unico timoniere della sua maggioranza?». Pittalis spazientito dagli attacchi dal gruppo di “Uniti per Leini” risponde duramente: ♫Vedremo più avanti se veramente la tavola era imbandita - ha detto - perché nei primi 15 giorni abbiamo notato che non era proprio così. Abbiamo il più basso saldo cassa degli ultimi 15 anni. Vi riconosco che ci sono opere già cantierizzate, ma tutte negli ultimi 6 mesi del vostro mandato. Noi un guazzabuglio? Rimando al mittente i vostri insulti e le illazioni degli accordi sottobanco. Interrogatevi invece sul perché un’amministrazione uscente non è stata confermata».

Musolino dal canto suo commenta: «Signor Sindaco, lei ci ha illustrato il suo bellissimo programma, manca soltanto il mare a Leini. Noi collaboreremo per il bene del paese, ma non possiamo farci infinocchiare. Ci sono stati accordi sottobanco: oggi ci troviamo dei candidati consiglieri di altre liste che sono diventati assessori Questa è etica? E’ trasparenza politica il comportamento del vostro capogruppo Navilli, che ha chiamato i nostri consiglieri, uno a ad uno, chiedendogli di votarvi, promettendogli mari e monti? Infine, potevate dare la presidenza del consiglio a Pierluigi Leone, ma non avete voluto farlo. Ed avete sbagliato». (S.i.)

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