Ingresso ufficiale per i nuovi cittadini di Mappano che da ieri abitano nell'edificio costruito dalla Coop Di Vittorio. Un progetto di social housing promosso in convenzione con il Comune di Caselle Torinese. «Con rammarico sottolineiamo che non avendo potuto intervenire in fase di progetto e realizzione abbiamo preso atto solo a posteriori dei vantaggi e delle criticità del progetto - dice il sindaco di Mappano, Francesco Grassi - le criticità sono apparse subito a tutti e sono la dimensione dell'intervento che ha modificato in modo permanente l'aspetto dell'abitato, l'edificio è oggi il più imponente di tutto il Comune, e l'impatto sulla viabilità che ha ridotto le dimensioni delle attuali carreggiate e introdotto un'immissione con significativa pendenza. La scelta di rendere pedonale l'area antistante alla scuola elementare è stata necessaria per garantire la sicurezza dell'ingresso e dell'uscita degli alunni».
 
Gli aspetti positivi vanno ricercati negli obiettivi del social housing: «Con housing sociale, edilizia residenziale sociale o edilizia abitativa sociale (da non confondere con la tradizionale edilizia residenziale pubblica) si identifica una determinata tipologia di interventi immobiliari e urbanistici, dove questioni che di solito vengono gestite separatamente sono affrontate in maniera organica nel medesimo contesto quali emergenza abitativa, percorsi di formazione all'autonomia, accesso ad alloggi di qualità e alta efficenza energetica in locazione o acquisto, supporto alla costruzione di una comunità di abitanti, progettazione di spazi collettivi condivisi e aperti alla città, creazione delle condizioni per un impatto positivo sul quartiere,strumenti per la ricerca e l'innovazione sociale, pratiche sostenibili per l'abitare. Quanto sopra ha garantito soluzioni abitative accessibili anche a molti cittadini di Mappano e nella riqualificazione di un'area industriale dismessa. Per questi motivi l'amministrazione ha ritenuto di dover partcipare all'inaugurazione».
 
Quello della cooperativa Di Vittorio è uno degli interventi di social housing fra i più importanti del Piemonte. In totale sono stati realizzati 60 alloggi ad affitti accessibili, riscattabili fra vent’anni, costruiti con le migliori tecnologie sul mercato. Un complesso sorto nell’area ex Craver, dove un tempo venivano costruite traversine ferroviarie: un'area dismessa e bonificata con il contributo della Regione. 

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