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OZEGNA - Importante cerimonia del 25 Aprile a Ozegna che ha inaugurato un cippo commemorativo per quindici eroi caduti per la patria. Sono Attilio Berra, Ferdinando Berra, Mario Bretto, Stefano Bruda, Giuseppe Castagna, Giorgio Davito, Antonio Davitto Bava, Giacomo Franco, Zeo Merlo, Sergio Morello, Serafino Perotti, Stefano Ruspino, Enzo Ruspino, Angelo Tardon e Francesco Vittone.

«È il giorno in cui ricordiamo la riconquista della libertà, il coraggio di uomini e donne che, in uno dei momenti più difficili della nostra storia, hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte - ha detto il sindaco Federico Pozzo - la libertà, però, non è mai definitiva. Non è qualcosa che si conquista una volta per tutte e poi si può dare per scontata. La libertà va custodita, difesa, alimentata ogni giorno, con le nostre scelte, con il rispetto reciproco, con il senso civico. Questo è il messaggio più attuale che questa ricorrenza ci consegna».

Il Comune di Ozegna, insieme alle associazioni del paese, ha trovato il modo non solo di ricordare, ma anche di innovare il modo per trasmettere la memoria. Vicino al cippo, infatti, c'è un QRcode: inquadrandolo chiunque potrà conoscere le storie degli ozegnesi riportati nel monumento: «Perché la memoria vive davvero solo se viene tramandata».

«Nel corso di questa giornata abbiamo anche piantato due tigli, un gesto semplice ma carico di significato - ha aggiunto il sindaco - gli alberi sono simbolo di vita, di radici profonde e di crescita verso il futuro. Come la libertà, hanno bisogno di cura, di attenzione, di tempo. Piantare questi tigli oggi significa lasciare un segno concreto, qualcosa che continuerà a vivere e a ricordare, anche quando noi non ci saremo. È un modo per dire che la memoria non è solo passato, ma è un seme che affidiamo al domani. E proprio pensando al valore della memoria, dobbiamo essere consapevoli che, se la dittatura è stata una delle pagine più buie della nostra storia, c’è qualcosa che può renderla possibile, ed è l’indifferenza. L’indifferenza di chi sceglie di non vedere, di non partecipare, di non prendere posizione. È nel silenzio e nel disinteresse che i diritti si indeboliscono e le libertà rischiano di essere messe in discussione. Per questo il 25 aprile non è solo celebrazione, ma è un richiamo alla responsabilità di ciascuno di noi: essere cittadini attivi, presenti, consapevoli, perché solo così possiamo evitare che certi errori del passato possano ripetersi».

Il primo cittadino ha poi ringraziato le associazioni che hanno collaborato a questo importante progetto, Gruppo Alpini, la Società Operaia di Mutuo Soccorso e Gavason. Altri ringraziamenti sono andati al consigliere regionale Sergio Bartoli, presente alla manifestazione, all'ispettore della polizia locale, Alberto Paglia, alla Protezione Civile con il presidente Bruno Germano, alla stazione carabinieri di Agliè con il maresciallo Michelangelo Campisi, al parroco, alle scuole e alla banda musicale.