Sergio Bartoli fa sul serio: Ozegna vuole uscire dal Consorzio Canavesano Ambiente e salutare Teknoservice. Il sindaco ha scritto all'assessore Alberto Valmaggia e al direttore Roberto Ronco, che gestiscono la partita rifiuti a livello sovracomunale. Il pensiero di Bartoli è chiaro e sarà discusso, domani, in consiglio regionale grazie a una interrogazione presentata dal consigliere Daniela Ruffino.
 
«Alla luce degli ultimi sviluppi dell’incresciosa vicenda della ripartizione dei costi del servizio rifiuti, o meglio, dell’assenza di sviluppi concreti ed accettabili, intendo continuare nella mia battaglia a tutela della collettività amministrata - dice Bartoli - nell’immediato, anche sulla scia delle decisioni già assunte da altre amministrazioni, che, come il Comune di Ozegna, contestano le modalità con cui è stata gestita l’intera vicenda, intendo porre in essere la rescissione unilaterale del contratto di appalto del servizio afferente alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, stipulato il 28 ottobre 2013 con la società TeknoService, per eccessiva onerosità sopravvenuta, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1467 del codice civile».
 
Bartoli gioca l'asso nella manica: «Va tenuto presente che il concetto di “consorzio” è ormai superato dalla legislazione. La stessa Regione Piemonte, infatti, con la propria legge del 24 maggio 2012, già suddivideva il territorio regionale in “ambiti territoriali ottimali”, anche se, per l’intervenuta abolizione delle Province, non si è data concreta attuazione a tale legge. Il concetto è ripreso nel disegno di legge regionale del 19 luglio 2016 che reintroduce gli “ambiti di area vasta”. L’articolo 31 del decreto legislativo 18 agosto 2000, prescrive che “tra gli stessi enti locali non può essere costituito più di un consorzio”. Ebbene: tutti i nostri Comuni già fanno parte di un consorzio per i servizi socio-assistenziali e l’appartenenza al Cca, benché definita “obbligatoria” per volontà della Regione, non tiene conto del divieto»
 
«Pertanto, anche alla luce dell’imminente novella legislativa regionale, che conferma la volontà del legislatore nazionale dell’abolizione della forma associativa del “consorzio”, intendo portare all’attenzione del Consiglio del mio Comune il recesso dal Consorzio Canavesano Ambiente, contestandone la validità giuridica e non ritenendolo più rappresentativo degli interessi della mia collettività (ammesso che lo sia mai stato), anche alla luce della kafkiana vicenda (e non può essere definita diversamente) dei piani finanziari 2017».

Galleria fotografica

Articoli correlati