Galleria fotografica

PONT CANAVESE - Lo stabilimento ex Sandretto e i terreni di pertinenza sono stati ceduti. Come confermato nel corso dell'ultimo consiglio comunale di Pont Canavese, andato in scena lo scorso venerdì 19 dicembre 2025, sono stati venduti alla Polirecuperi S.r.l., società che opera nel settore dei rifiuti. Si tratta di una notizia che, come ammesso implicitamente anche durante la riunione del parlamentino locale, da tempo circolava in paese.

A fare chiarezza sulla vicenda ci ha pensato lo stesso sindaco Paolo Coppo in apertura del Consiglio comunale, al momento delle sue comunicazioni. Nel suo intervento in assise civica, il primo cittadino ha annunciato che il Comune ha ricevuto il rogito notarile che certifica il passaggio di proprietà dell’ex complesso industriale alla Polirecuperi. Prima di questa informazione ufficiale, a livello politico, a muoversi erano stati i consiglieri di minoranza di «Noi per Pont», che avevano deciso di portare la questione all’attenzione pubblica attraverso un’interrogazione formale. Durante la seduta, il capogruppo Gian Piero Bonatto ha chiesto esplicitamente se fosse possibile conoscere il nome della società acquirente. La risposta è arrivata senza giri di parole: Polirecuperi. «È quella che avevamo indicato noi – ha sottolineato Bonatto – quindi la nostra non era una notizia infondata», rivendicando la correttezza delle informazioni diffuse dal gruppo di minoranza nelle settimane precedenti.

Nel suo intervento, Coppo ha precisato di avere verificato attraverso documenti ufficiali che la Polirecuperi si occuperebbe esclusivamente di trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi e ha affermato che, allo stato attuale, non risultano richieste di autorizzazione o progetti presentati al Comune per l’utilizzo dell’area. Ha inoltre annunciato un prossimo incontro tra Amministrazione e nuova proprietà, reso necessario anche dall’avvio imminente dei lavori di arginatura del fiume Soana, per i quali il Comune dovrà chiedere il passaggio dei mezzi pesanti sull’area ex Sandretto. La conferma ufficiale della vendita dell'ex Sandretto non ha però chiuso il dibattito. Dal gruppo «Noi per Pont» si sottolinea come l’eventuale insediamento di attività legate alla gestione dei rifiuti in un’area prossima a un contesto naturalistico e turistico susciti legittime preoccupazioni sul piano ambientale, sanitario e logistico. Da qui la richiesta di chiarimenti su eventuali contatti intercorsi con la società, sulla destinazione d’uso prevista, sulle autorizzazioni già concesse o in fase di valutazione e sulle misure che l’Amministrazione intende adottare per garantire trasparenza, tutela del territorio e coinvolgimento della cittadinanza, anche a livello sovracomunale.