Manifesti (ampiamente sgrammaticati) contro il sindaco e il Gruppo Torinese Trasporti, sono stati affissi, nei giorni scorsi a Pont Canavese. A parte la forma (appositamente indecente), i manifesti hanno posto l'accento su un problema sacrosanto: il taglio dei collegamenti da parte della Gtt. A Pont e dintorni, infatti, l'azienda dei trasporti, oltre ad aver cancellato gran parte delle corse, ha abolito anche il capolinea. Una decisione assurda, dal momento che il deposito dell'azienda è proprio a Pont. Di certo non possono bastare, per gestire il flusso di pendolari e studenti dalle valli montane, due treni sulla Canavesana diretti a Rivarolo Canavese.
 
«E' ora di intervenire e fare la voce grossa - scrive il "corvo" nei volantini anonimi - contro la Satti che ha tolto i pullman dei bambini». Poi una critica diretta al sindaco di Pont, Paolo Coppo: «Anzichè mantenere i marocchini che non lavorano e cambiare i nomi delle strade che non serve a nessuno e costa a tutta la popolazione». Riferimenti diretti agli aiuti per le famiglie indigenti (quasi tutte straniere) e alle polemiche per l'intitolazione della via a Modesto Sandretto.
 
Sul problema trasporti, la scorsa settimana, il sindaco di Cuorgnè, Beppe Pezzetto, ha incontrato il vicepresidente della Provincia, Alberto Avetta, e l'agenzia torinese per la mobilità. Il problema, tanto per cambiare, è che la coperta è cortissima. A Cuorgnè è già partita una raccolta firme per ripristinare le corse soppresse. Analoga iniziativa partirà probabilmente anche a Pont.

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