PONT CANAVESE - Il Consigliere comunale Raffaele Costa ha depositato oggi una mozione che sarà sottoposta all'esame del Consiglio comunale di Pont Canavese, con l'obiettivo di riportare al centro del confronto istituzionale il tema della sicurezza del territorio e della popolazione nell'ambito della proposta di realizzazione dell'invaso in Valle Soana. La mozione rappresenta il punto di arrivo di un percorso di approfondimento promosso e sviluppato negli ultimi anni da Raffaele Costa, attraverso l'analisi della documentazione tecnica disponibile, lo studio degli elementi contenuti nella relazione predisposta dal Politecnico di Torino e il confronto istituzionale avviato con gli enti competenti.
Nelle scorse settimane Costa ha trasmesso specifiche comunicazioni a mezzo PEC al Presidente dell'Unione Montana Valli Orco e Soana e al Presidente della Regione Piemonte, chiedendo un quadro conoscitivo completo e aggiornato sulla proposta di invaso, la disponibilità di eventuali ulteriori studi o approfondimenti già effettuati o in corso e richiamando la necessità che ogni eventuale decisione sull'opera sia preceduta da una valutazione tecnico-scientifica completa, verificabile e trasparente.
In particolare, nelle comunicazioni trasmesse agli enti competenti è stata evidenziata la necessità di approfondire gli aspetti geologici, geomorfologici, geotecnici e di stabilità dei versanti già richiamati nella documentazione tecnica disponibile, con particolare attenzione alle caratteristiche del territorio interessato dall'ipotesi di invaso. L'atto, sottoscritto dai consiglieri comunali Raffaele Costa e Gian Piero Bonatto, del Gruppo Consiliare «Noi per Pont», richiama le cartografie ufficiali Ispra–IdroGeo, che individuano nelle aree poste a monte dell'ipotesi di invaso condizioni di pericolosità molto elevata da frana, nonché gli elementi contenuti nella relazione del Politecnico di Torino, che evidenzia la necessità di ulteriori approfondimenti relativi agli aspetti geologico-strutturali, geotecnici, alla stabilità dei versanti, ai fenomeni franosi, ai possibili crolli, alle colate detritiche e al trasporto solido dei tributari del torrente Soana.
La mozione prende inoltre atto che, nelle comunicazioni pubbliche recentemente diffuse in merito alla possibile ripresa delle interlocuzioni istituzionali sull'opera, non risultano richiamati gli elementi relativi alle condizioni di sicurezza del territorio già presenti nella documentazione tecnica disponibile, con particolare riferimento alle cartografie ufficiali e agli approfondimenti evidenziati nella relazione del Politecnico di Torino. «Tali elementi, proprio per la loro rilevanza, devono costituire parte integrante di ogni confronto pubblico e istituzionale relativo alla possibile realizzazione dell'invaso, affinché ogni valutazione possa essere svolta nella piena conoscenza del quadro tecnico disponibile», spiega Costa.
«La mozione non esprime una posizione pregiudizialmente contraria alla realizzazione dell'opera e non mette in discussione l'importanza strategica della gestione della risorsa idrica. Chiede tuttavia che qualsiasi eventuale sviluppo progettuale sia subordinato alla preventiva dimostrazione, sulla base di evidenze tecnico-scientifiche complete e verificabili, della concreta possibilità di garantire una condizione di rischio pari a zero per la popolazione, intesa quale assenza di incremento del livello di rischio diretto o indiretto conseguente alla realizzazione dell'opera. L'attenzione non riguarda esclusivamente il territorio comunale di Pont Canavese, ma l'intero sistema territoriale potenzialmente interessato dagli effetti diretti o indiretti dell'intervento. Proprio per la rilevanza e la complessità di un'opera di tale portata, ogni valutazione dovrà essere preceduta dalla verifica rigorosa di tutti gli scenari possibili, assicurando la massima tutela delle comunità coinvolte».
Per il gruppo, la concreta possibilità di raggiungere una condizione di «rischio pari a zero» per la popolazione di Pont Canavese e per le comunità interessate, intesa quale assenza di incremento del livello di rischio diretto o indiretto conseguente alla realizzazione dell'opera, deve rappresentare il presupposto fondamentale di ogni successiva valutazione. «La sicurezza dei cittadini, la tutela del territorio e la corretta gestione delle risorse pubbliche devono orientare ogni scelta istituzionale», dichiara Raffaele Costa.













