Notizie buone e meno buone sul futuro del Ponte Preti, la vecchia infrastruttura che collega Ivrea con l'alto Canavese lungo l'ex statale pedemontana. Le notizie buone, come ha ribadito il consigliere delegato della Città metropolitana, Antonino Iaria, riguardano lo stato di salute della struttura. «Il ponte è transitabile in sicurezza ma inadatto al traffico pesante - ha spiegato Iaria - anche le recenti verifiche tecniche hanno garantito che l'infrastruttura non presenta criticità strutturali». Insomma il ponte regge bene il peso ma, vista l'età e la larghezza delle corsie, è ormai inadatto alla mole di traffico. I dati raccolti dalle ultime analisi della Città metropolitana verranno resi noti a breve, quando la relazione tecnica sarà ultimata.

Ma se la sicurezza del ponte non è in discussione, diversa è la situazione sui possibili lavori per realizzare una nuova variante sulla 565 che preveda un nuovo Ponte Preti e un innesto meno problematico per il traffico sul lato di Strambinello (fino all'incrocio che porta in Valchiusella). «La Città Metropolitana - hanno fatto sapere ieri dall'ex provincia al termine della presentazione dell'Agenzia per lo sviluppo del Canavese a Strambinello - intende prepararsi alla retrocessione di alcuni tratti stradali all'Anas elaborando progetti che siano cantierabili in tempi stretti dall’Ente nazionale per le strade».

Iaria ha spiegato che le strade ex statali che torneranno all’Anas andranno a comporre una rete che collegherà tra loro i capoluoghi di Provincia e che la retrocessione di tali arterie all’agenzia nazionale sarà l’occasione per risolvere alcune criticità, come l’inadeguatezza del ponte dei Preti. Ecco, notizie meno buone arrivano dalle tempistiche. Intanto c'è da elaborare il progetto per l'adeguamento del ponte e della pedemontana (costo complessivo, lavori compresi, di circa 20 milioni di euro). E poi c'è da attendere il passaggio all'Anas. Ci sono due «finestre» temporali, ogni anno, per procedere a questi passaggi: in primavera ed entro fine anno. Preso atto che per questa primavera non se ne parla (a causa dei tempi tecnici) c'è da sperare che la Pedemontana torni all'Anas entro la fine dell'anno per poter procedere con i lavori, al netto di tutte le eventuali lungaggini, nel corso del 2020.

Progettare e appaltare lavori simili (nel pieno rispetto di tutte le regole) non sarà semplice o scontato. E' quindi possibile che i cantieri non vedano la luce prima del 2021. Qualora il passaggio della Pedemontana dovesse slittare alla primavera del 2020, invece, i cantieri dovranno necessariamente partire ancora più in là. Comunque vada, i canavesani dovranno armarsi di pazienza...

Galleria fotografica

Articoli correlati