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RIVARA - E' stata una festa di Liberazione con polemiche quella che ha caratterizzato il 25 Aprile a Rivara. La minoranza consiliare ha attaccato il sindaco Giacoletto per la modalità di organizzazione da parte del Comune di eventi celebrativi in paese.

«Esprimiamo profondo rammarico di fronte a quanto avvenuto nel nostro comune il 25 aprile. L’Amministrazione Comunale non aveva intenzione di organizzare alcuna celebrazione ufficiale nel nostro territorio in occasione del 25 Aprile, Festa della Liberazione, delegando ogni iniziativa ai comuni limitrofi - commentano dal gruppo Rivara Viva - Il 25 Aprile non è una semplice ricorrenza formale, ma un momento fondamentale di coesione nazionale che va onorato nei luoghi dove i cittadini vivono e dove la storia ha lasciato il segno. Rinunciare a una cerimonia locale significa privare la nostra comunità, a partire dalle nuove generazioni, di un’occasione di riflessione sui valori di libertà e democrazia che sono alla base della nostra Repubblica. "La memoria storica di un Comune risiede nelle sue piazze e nei suoi monumenti. Spostare altrove le celebrazioni equivale a silenziare il passato del nostro territorio"»,

«Chiediamo all’Amministrazione di rivedere questa posizione, affinché il sacrificio di chi ha lottato per la nostra libertà riceva il giusto tributo qui, nel nostro Comune, insieme ai nostri concittadini - spiega il consigliere Paolo Obert - Solo dopo aver appreso che, come consuetudine, il gruppo degli Alpini avrebbe comunque programmato un momento di commemorazione presso il monumento ai caduti, con alzabandiera e gli onori ai martiri della resistenza, l’Amministrazione ha scelto di adeguarsi, inserendo nel programma una breve cerimonia locale prima del trasferimento programmato altrove. Siamo grati agli Alpini per aver ricordato a tutti che il 25 Aprile appartiene alla comunità e non può essere delocalizzato per ragioni logistiche o politiche. Resta tuttavia il rammarico per un’Amministrazione che ha avuto bisogno di uno stimolo esterno per onorare i caduti e i valori della Resistenza nel proprio territorio, rischiando di lasciare le nostre piazze e i nostri monumenti nel silenzio proprio nel giorno della Festa della Liberazione».