Ci siamo. Questa mattina, come promesso dall'amministrazione comunale, l'Arpa ha piazzato la sua centralina mobile in corso Indipendenza, all'angolo con corso Italia (foto di Alberto Rostagno ndr). Nel punto "critico", anche a livello di traffico, per valutare la qualità dell'aria di Rivarolo. Si accettano scommesse: ma, come è già avvenuto altrove per altre centrali (un caso analogo a Leinì) la centralina rivelerà che l'aria di Rivarolo è già particolarmente compromessa dall'inquinamento del traffico. Con o senza centrale a biomassa al Vallesusa, ai rivarolesi tocca già da un pezzo respirare un'aria malsana.

Insomma, la centralina dell'Arpa non è uno strumento per risolvere il problema della centrale a cippato. Caso mai i dati rischiano di mettere in luce una situazione pregressa altrettanto drammatica. Contro la quale, però, nessuno ha mai mosso un dito. La centrale del Vallesusa servirà solo a peggiorare ulteriormente le cose (considerato che la vecchia centralina a metano che, per ora, serve il calore alla rete del teleriscaldamento, inquina purtroppo di più e lo sta facendo indisturbata da una decina di anni...).

Intanto il comitato «Non bruciamoci il futuro», con un comunicato stampa, ha fatto sapere che (forse) la centrale ha già sforato nei limiti delle emissioni inquinanti. «L’Arpa ha assicurato di aver effettuato, successivamente all’incontro pubblico del 9 ottobre 2013, una verifica con propria strumentazione in parallelo sulla bontà dei dati SME dell’impianto e che l’esito del controllo ne ha stabilito l’attendibilità - scrivono dal comitato - Arpa ha prelevato campioni di ceneri e  polveri (non il cippato) per le analisi di laboratorio comprensive anche delle diossine. Il Comitato inoltrerà sollecita richiesta di accesso agli atti per poter esaminare tutta la documentazione. Sono state esaminate diverse incongruenze dei dati ed alcuni possibili superamenti del limiti di emissione, questa parte è risultata molto delicata e si è convenuto con Arpa della necessità di ulteriori approfondimenti e chiarimenti. Pur prendendo atto che Arpa sta intensificando, rispetto al passato, l’attività di controllo dell’impianto, riteniamo che l’esito delle questioni trattate non permetta ancora oggi di giungere ad un quadro ben definito».

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