Prima uscita pubblica del neosindaco di Rivarolo Canavese, Alberto Rostagno, in occasione delle celebrazioni per il  2 giugno. Con lui l’intera giunta comunale, fresca di nomina. Alla cerimonia, in qualità di ospite, ha preso parte il deputato e costituzionalista Andrea Giorgis. «Festeggiare, oggi, non vuol dire solo festa nel senso classico della parola, ma significa anche riflettere e valutare la realtà – ha detto Rostagno - la Festa della Repubblica assume, per noi rivarolesi, un significato del tutto particolare. Sono sindaco di Rivarolo da appena sette giorni e voglio essere il sindaco di tutti i rivarolesi: senza distinzioni, senza divisioni, nello spirito della nostra Costituzione». 
 
Un tentativo di moderare i toni dopo la campagna elettorale e, di fatto, tentare (dove possibile) la strada della collaborazione con le altre forze politiche che siederanno in consiglio comunale. Dal Movimento 5 Stelle fino agli esponenti del centrodestra. «Dopo una lunga ed intensa campagna elettorale, si è finalmente ritornati con l’elezione di una nuova amministrazione comunale, ad avere un governo democraticamente eletto alla guida della città – ha detto il sindaco nel corso del suo intervento - la Carta Costituzionale deve diventare il punto di riferimento per far ripartire Rivarolo. In tutti noi deve prevalere la voglia di unità. Finita la campagna elettorale, adesso dobbiamo superare le divisioni e dobbiamo guardare al bene comune, andando otre i personalismi e gli interessi di questa o quella parte politica».
 
Il ritorno alla democrazia, per Rostagno, viaggia di pari passo con la trasparenza e la legalità, oltre che all’impegno di condividere la vita dei cittadini, la quotidianità delle persone. «Dobbiamo essere la politica del fare, del costruire qualcosa di migliore per la nostra comunità – ha concluso - Rivarolo deve ritrovare in pieno il senso di appartenenza comune, il senso profondo di essere una città unita, che dia fiducia e speranza alle giovani generazioni. Libertà, legalità, democrazia non devono essere parole al vento, devono diventare parte del progetto che dobbiamo costruire tutti insieme, tutti i rivarolesi, senza distinzione alcuna. Il recente passato non possiamo dimenticarlo, dobbiamo vigilare tutti insieme perché non ritorni più.  Adesso c’è bisogno dell’impegno di tutti, perché la difesa dei valori di libertà, di giustizia e della pace sociale non ha colore politico, non è di destra né di sinistra». 
 

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