«Non è raro che il MoVimento 5 Stelle di Rivarolo sia favorevole riguardo alcune scelte effettuate dall’amministrazione Rostagno ma questa volta siamo decisamente contrari alla via intrapresa per dirimere la controversia con la “Parisi Costruzioni». Anche il Movimento 5 Stelle, insomma, critica la decisione del Comune di Rivarolo Canavese di scendere a patti con il privato per far ripartire i lavori della Città del Sole nel quartiere Bicocca.
 
«Partendo dal presupposto che riteniamo sia stato un grave errore commesso dall’amministrazione Bertot permettere l’avvio di un cantiere di simili dimensioni - scrive il Movimento che, in consiglio, è rappresentato dal consigliere di minoranza Alex Chiapetto - pensiamo che sia altrettanto sbagliato ora concedere l’aumento del prezzo di vendita alla ditta costruttrice. Facendo i conti spiccioli si tratta di aumentare la possibilità di guadagno dell’azienda di circa 3 milioni di euro essendo di 350 € la variazione concessa per ognuno dei circa 8300 metri quadri rimanenti a seguito della riduzione di cubatura proposta in cambio. Sebbene sia vero che al Comune l’operazione non costa nulla e che verrebbero recuperati 7.500 m3 da poter poi suddividere sull’area, è purtroppo vero che a tutti gli effetti sposterà l’aumento di costo sugli acquirenti finali a discapito delle fasce più deboli in quanto il prezzo passerà da 1.550 a 1.900 Euro/mq».
 
«Visto il grave momento di recessione che stiamo attraversando, considerando la natura sociale dell’area dedicata a piani edilizia economica popolare (area PEEP) e la convenzione stipulata tra il Comune e la Parisi Costruzioni, riteniamo fondamentale non cedere alle richieste dell’azienda che già ha beneficiato dei minori costi relativi agli oneri di urbanizzazione proprio in virtù della specificità della zona individuata dal piano regolatore. Far pagare 190.000 Euro un alloggio di 100 metri quadri eseguito secondo schemi di “edilizia popolare” non ci sembra una scelta sostenibile e calmieratrice dei prezzi quale sarebbe la funzione delle aree PEEP».
 
«Considerando altresì che l’azienda è citata nella nota inchiesta “Minotauro” per la presunta correlazione della stessa con esponenti della n’drangheta locale riteniamo sia fondamentale agire diversamente senza cedere alla messa in scacco del Comune. La via extragiudiziale forse è la via più breve per arrivare al compromesso ma non è detto che sia la più giusta. In un’Italia dove ogni giorno il “furbo” vince e dove ogni giorno si aprono inchieste che svelano collusioni e connivenze riteniamo importante, specialmente in un contesto come quello di Rivarolo (Città commissariata per sospette infiltrazioni mafiose – n.d.r.), mantenere la schiena dritta e il polso duro al fine di non permettere di ricadere in futuro in ulteriori simili situazioni».

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