Con la consegna delle chiavi a Unicredit Leasing, si è chiusa una lunga pagina di storia per il Comune di Rivarolo. A dodici anni dalla lettera di «patronage», con la quale l'allora sindaco Fabrizio Bertot, impegnava il Comune a sanare eventuali debiti della controllata «Rivarolo Futura», tutto il pacchetto dell'ex cotonificio Vallesusa è tornato alla banca.

La società pubblica, complice il crack dell'Asa, ha realizzato i lavori ma non ha mai restituito le rate del leasing. Così, dopo una lunga battaglia giudiziaria, Unicredit si è ripresa gli immobili (incassando anche 150 mila euro dal Comune). Rivarolo resta quindi senza teatro e senza area expo. Cambio di sede anche per il Vespa Club e la Galleria della locomozione storica. I vespisti, grazie alla curia di Ivrea, hanno trovato posto in alcuni locali del vicino istituto Santissima Annunziata.

Il museo delle auto storiche, invece, sgomberati i locali, si è trasferito poco distante, sempre nell’area del Vallesusa, ma in uno spazio interamente privato. «Abbiamo fatto tutto da soli - dicono gli appassionati - perfezioneremo l'opera di divulgazione che abbiamo intrapreso in questi undici anni, a partire dagli incontri con le scuole». Le auto storiche torneranno in esposizione al museo a rotazione, dal momento che gli spazi attuali sono più piccoli rispetto a quelli garantiti dalla vecchia partnership (unica nel suo genere) tra pubblico e privato.

L’area expo, sede della vecchia Fiera del Canavese, e il teatro, un tempo fiore all’occhiello della città, verranno probabilmente smantellati. E anche in fretta, forse, dal momento che una parte dell’ex Vallesusa pare interessare alla società francese che gestisce l’attigua (e molto discussa) centrale a biomassa. I capannoni non più del Comune potrebbero diventare un grosso deposito di cippato...

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