Lo scorso 27 agosto è stato effettuato il sopralluogo richiesto dal gruppo consiliare “Rivarolo Sostenibile” al cantiere della nuova scuola primaria di Rivarolo Canavese. Assente il capogruppo Marina Vittone, è toccato agli esponenti Paolo Bettarello e Pierangelo Masoero effettuare il sopralluogo insieme al sindaco, Alberto Rostagno, ai tecnici del Comune e della ditta costruttrice. Sono stati verificati lo stato delle opere, le soluzioni progettuali adottate, sia in termini di realizzazioni, che in termini di collaudo della struttura.
 
La struttura presenta ampi spazi, in grado di ospitare gli oltre 350 bambini che attualmente frequentano le sezioni della scuola primaria; le aule sono progettate per ospitare 28 alunni più l’insegnante. La scuola è dotata di ampia palestra e aule adibite alle attività complementari, attività psicomotoria, aula informatica, laboratorio di scienze ed ampia area mensa, con annessa zona cucina, in grado di ospitare circa 250 utenti. Per il corpo docenti è prevista una zona dedicata ad incontri collegiali e corsi di aggiornamento, più uffici per l’area amministrativa e la Presidenza. Dal punto di vista impiantistico la rete dati è realizzata all'interno della struttura con tecnologia wireless e il collegamento dati è gestito tramite radiofrequenza, che permette una banda di rete ampia.
 
Nelle varie aree sono previsti ricambi d’aria rispondenti alle normative in vigore, gestiti da due Unità di Trattamento Aria. L’impianto di riscaldamento è a pavimento. Non c’è alimentazione da pannelli solari termici, come previsto oggi, almeno in parte, per molti edifici pubblici all’avanguardia, anche in considerazione della sostenibilità ambientale, pur tuttavia la scuola risulta funzionale e accogliente. L'area complessiva è dotata di spazi con parcheggi per corpo docenti e area verde. Dal punto di vista dei collaudi, il Comune, in accordo con la ditta costruttrice, ha predisposto una prima fase di precollaudo in grado di garantire, nel rispetto delle normative in materia, la sicurezza della struttura e degli impianti che ad essa afferiscono, il tutto in attesa del collaudo definitivo, estivo e invernale, previsto dopo l'avviamento degli impianti di climatizzazione. La gestione manutentiva prevista nel contratto, sarà a cura dell’impresa e avrà durata trentennale.
 
Per quanto riguarda gli arredi, tutte le aule sono dotate di arredi nuovi (banchi, sedie e armadi) e   alcuni arredi aggiuntivi, in buono stato di conservazione, sono stati recuperati dalla scuola dismessa. In questi giorni si sta ancora lavorando per predisporre gli ultimi allestimenti e si dovrà procedere ad un’opera di pulizia straordinaria delle aree comuni e di calpestio, ma la struttura sarà sicuramente pronta per accogliere gli alunni al suono della campanella il 14 settembre prossimo.
Rimane da verificare la situazione della viabilità della zona all’avvio dell’anno scolastico. Nel complesso l’impressione è stata positiva, soprattutto in considerazione della storia travagliata che ha avuto questo progetto di finanziamento pubblico-privato di un’opera così importante per la comunità. 
 
«Opera che sarebbe stata destinata a rimanere incompiuta per chissà quanto tempo, dopo la  deriva del project financing, se non fosse stato per l’imprinting, dato dalla Commissione straordinaria nel 2012 al progetto, - spiega il consigliere Marina Vittone -, con la sua completa rivisitazione, se pur all’insegna del risparmio. Questa scuola si può considerare il frutto dei sacrifici dell’intera comunità cittadina, poiché per realizzarla è stata alienata parte del patrimonio del Comune, i terreni della Cascina Battagliona di Frazione Argentera. La vendita dei terreni, che sono andati all’asta, (e i cui proventi avrebbero dovuto essere investiti in opere socio-assistenziali a favore dei poveri e disagiati della Frazione, per vincolo testamentario della benefattrice Elisabetta Gibellini Vallauri), ha consentito di completare la struttura. Si può affermare che la decisione della Commissione straordinaria di investire questi fondi nella scuola, in una struttura usufruita dai nostri bambini, abbia comunque, certamente, una finalità di promozione e utilità sociale». 

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