«L'aria è cambiata in città. Sento profumo di vittoria». Con queste parole l'ex sindaco Fabrizio Bertot ha annunciato la decisione di scendere nuovamente in campo con la lista Riparolium, riproponendosi al ruolo di primo cittadino. «Obiettivamente cinque anni fa non avevamo possibilità di vittoria, visto quanto era successo - ha aggiunto - e la responsabilità politica era tutta mia. Adesso, però, la situazione è completamente diversa». Il ritorno ufficiale di Bertot alla guida della sua lista arriva comunque al termine di un percorso di lavoro di gruppo per individuare i punti cardine del programma con il quale si candida ad amministrare nuovamente la città.

«La base di partenza è che noi intendiamo governare e non limitarci a gestire, pensiamo allo sviluppo e al futuro della città, non ci limitiamo al quotidiano - ha spiegato - e il fondamento su cui basare la nostra idea di governo è la famiglia. La nostra volontà è quella di riaffermare i valori tradizionali, contro una cultura che vorrebbe distruggerli». Al di là della filosofia di fondo, il candidato sindaco ha elencato alcuni progetti concreti per la città. «Bisogna pensare a fare delle scuole nuove, invece di continuare a sprecare risorse per ristrutturazioni che non risolvono i problemi - ha affermato - abbiamo cominciato un percorso anni fa realizzando nuove materne ed elementari. Nei prossimi anni sarà necessario costruire un nuovo edificio che ospiti le scuole medie. Contestualmente, si dovrà completare l'area del polo scolastico con un anello viario, già previsto nel progetto originario, che consenta di agevolare il traffico degli scuolabus decongestionando le vie del centro».

Altro elemento distintivo del programma è rappresentato dall’intenzione di spostare gli uffici comunali da palazzo Lomellini. «Nelle nostre intenzioni può rimanere come sede di pregio per le sedute del Consiglio comunale – ha continuato Bertot – ma la struttura non ha più la capacità necessaria per ospitare come si conviene tutti gli uffici. E un’altra che non è più in grado di soddisfare le esigenze attuali è il Polisportivo, per il quale bisogna pensare ad un ampliamento che ci consenta di realizzare una seconda vasca della piscina». Infine, l’ex-sindaco ha toccato il tasto delle possibili unioni con i Comuni limitrofi. «Non dobbiamo pensare ad un progetto di ampliamento di Rivarolo come a un declassamento dei paesi coinvolti -  ha concluso - la vera sfida sarà quella di arrivare ad avere una popolazione di almeno 18-20mila abitanti, tale da avere un peso politico ed un'autorevolezza sia in sede territoriale che di enti sovracomunali che porterebbe benefici per tutti».

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