RIVAROLO CANAVESE - Obbligo di religione alla scuola Santissima Annunziata di Rivarolo Canavese. Dopo le polemiche dei giorni scorsi (link sotto) arriva puntuale la risposta della diocesi di Ivrea, pubblicata sul sito web ufficiale e firmata, per la Curia diocesana, da don Davide Mazza, vice cancelliere vescovile. Eccola...

In relazione a quanto recentemente riportato da alcuni organi di stampa circa l’Istituto SS. Annunziata di Rivarolo, corre l’obbligo di presentare correttamente la questione ed anche i fatti antecedenti:

1 – La scuola “Istituto Santissima Annunziata” di Rivarolo Canavese è gestita a partire dal 1997 dalla Cooperativa “La Risposta – s.r.l. Onlus”, formata nella sua fondazione da laici che già lavoravano nella detta scuola quando era gestita dalle Suore di S. Giuseppe di Torino, succedute alle Suore Orsoline. Per continuare a situarsi in tale solco educativo la Cooperativa liberamente chiese ed ottenne dall’allora Vescovo di Ivrea Mons. Luigi Bettazzi il riconoscimento del titolo e della qualifica di “Scuola cattolica”, ai sensi dei canoni 803 § 1-2-3, 806 § 1-2 del Codice di Diritto Canonico, accettando così insieme alla qualifica anche la correlata autorità dei Vescovi di Ivrea sui principi direttivi e le concrete linee educative da seguirsi nella scuola stessa.

2 – La concessione del titolo di “Scuola cattolica” da parte della Diocesi di Ivrea all’Istituto “Santissima Annunziata” è stata altresì recepita da parte dello Stato Italiano, ai sensi del art.9 §1 della Legge n.121 del 25 marzo 1985, portando la Cooperativa “La Risposta–s.r.l. Onlus”, che direttamente gestisce la scuola, a beneficiare delle eventuali agevolazioni statali riservate alle scuole paritarie.

3 – La Diocesi di Ivrea, divenuta proprietaria dell’immobile tramite acquisto nel 2011, ha concesso il medesimo in comodato d’uso gratuito alla Cooperativa, ritenendo l’attività di una Scuola cattolica come un’opera pastorale della Chiesa.

4 – In occasione della richiesta, presentata dal Consiglio di Amministrazione della Cooperativa, di rinnovo del comodato gratuito per venti anni, la Diocesi ha ribadito la propria disponibilità, chiedendo però che fosse rispettata nei fatti la natura di Scuola cattolica, ed ha pertanto sottoposto al CdA una bozza di statuto che delinea chiaramente l’identità cattolica della scuola. Ha quindi riaffermato il fine primario della Scuola (da sempre contemplato e, nel corso degli anni, in alcuni ambiti, non sempre adeguatamente rispettato): la proposta agli alunni di un’educazione cattolica, accettata consapevolmente dalle famiglie nel momento stesso di iscrizione dei loro figli. Per tale fine, infatti, l’edificio è concesso in comodato gratuito.

5 – Stupisce e rattrista non poco la comparsa su organi di stampa di una questione che non ha ancora raggiunto la conclusione del suo iter e che, in una fase delicata, richiede discrezione e disponibilità alla onesta collaborazione, nel rispetto dell’evidente fine pastorale di detta Scuola.

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