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RIVAROLO CANAVESE - L’istituto Santissima Annunziata non è più una scuola paritaria. A seguito di un’ispezione ministeriale, l’Ufficio scolastico regionale ha riscontrato la mancanza dei requisiti necessari, tra cui l’assenza di docenti abilitati e l’abuso di contratti a tempo determinato. Problemi noti già dalla primavera del 2023, ma mai risolti. Il cambio di status comporta conseguenze pesanti. La scuola diventerà una privata a tutti gli effetti e perderà l’accesso ai contributi pubblici di Regione Piemonte e Comune di Rivarolo.

Il sindaco Martino Zucco Chinà, intervenuto in Consiglio comunale, ha espresso preoccupazione: «La mancanza di contributi rischia di compromettere la sopravvivenza dell’istituto. Faremo il possibile per favorire una soluzione duratura per garantire l'istituzione». Intanto, la cooperativa che gestisce la scuola ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso al Tar per sospendere il provvedimento e guadagnare tempo. Nel frattempo, l’istituto ha inviato una comunicazione alle famiglie degli alunni, assicurando la continuità delle attività didattiche per il prossimo anno. Una riunione dei soci, fissata per lunedì, dovrebbe chiarire il futuro della scuola e le eventuali mosse per uscire dalla crisi.

Se il ricorso non avrà esito positivo, il rischio concreto è che la Santissima Annunziata debba rivedere completamente il proprio modello gestionale, con ricadute dirette su studenti, insegnanti e genitori. Fondata oltre cento anni fa, la scuola Santissima Annunziata di Rivarolo Canavese è da sempre un punto di riferimento educativo per la città e il territorio circostante. Nata come istituto religioso, ha affondato le sue radici nella tradizione cattolica, offrendo una formazione scolastica attenta ai valori umani e spirituali, oltre che all’istruzione accademica.

Nel corso dei decenni, l’istituto ha saputo rinnovarsi, aprendo nuovi indirizzi e ampliando l’offerta formativa. Oggi comprende la scuola dell’infanzia, la primaria, la secondaria di primo grado e il liceo delle scienze umane. La gestione è passata negli ultimi anni alla cooperativa sociale “La Risposta”, con l’obiettivo di coniugare qualità didattica e attenzione al sociale.